16 febbraio 2007

Medicina Democratica movimento di lotta per la salute presenta Dialoghi sulla Salute, la scuola aperta e itinerante di salute.


23 febbraio 2007 ore 17.00 a Brindisi Sede ARCI-ASSOCIARTE

Piazzale della stazione - sopra al cinema UNIVERSAL

Emilio GIANICOLO dialogherà su:“Epidemiologia: contributi critici ”. Introduce Maurizio PORTALURI
I dialoghi sono giunti al loro quarto appuntamento che vedrà Emilio Gianicolo introdurre il tema: “Epidemiologia: contributi critici”. Emilio Gianicolo, in passato ricercatore dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ed attualmente ricercatore del CNR, è impegnato da anni nella ricerca sulle condizioni di salute della popolazione.
Parlerà dell’epidemiologia, ossia dello studio riguardante la diffusione delle malattie su un dato territorio, trattando l’argomento sia in termini generali – dialogando sugli aspetti critici di cui tener conto negli studi epidemiologici – sia nello specifico, con riferimento agli studi svolti a Brindisi.

L’introduzione sarà a cura di Maurizio Portaluri, direttore generale della ASL BAT.

Al dialogo parteciperà anche Angelo Semerano, laureando in Ingegneria Ambientale, che presenterà in anteprima una sintesi dei risultati della sua tesi sulle caratterizzazioni e sulle analisi del rischio nell’area del petrolchimico.
MD intende affrontare il tema della salute in tutte le sue accezioni, lo vuole fare mettendo a disposizione di tutti le proprie esperienze sollecitando
momenti di crescita individuale e collettiva e una partecipazione attiva, senza deleghe e democratica alla SALUTE.


INFORMAZIONI:
GINO STASI 3291184097

09 febbraio 2007

Intervento sul consumo di farmaci di Emilio Gianicolo

I farmaci da strumento di salute si sono trasformati, nel tempo, in bene di consumo.
L’origine di questa involuzione - che da un lato comporta effetti negativi sulla salute e dall’altro contribuisce alla crescita della spesa sanitaria – ha origini varie. Aumentano, indotte dall’industria farmaceutica, le aspettative della popolazione. Gli individui sono sempre più esposti a messaggi che tendono ad ingigantire i problemi, a suscitare paure e, attraverso la banalizzazione degli interventi, a indurre consumi inappropriati.
L’impegno dei medici a operare in scienza e coscienza può essere minato dal conflitto di interessi tra medici e industria e tra l’industria e la ricerca. L’industria sembra aver coronato il sogno di un vecchio direttore della Merck, Harry Gadsen, il quale, circa trenta anni fa, confidava, sulla rivista Fortune, che il suo sogno era quello di “vendere farmaci ai sani”. I medici portatori del conflitto di interessi citato, dal canto loro, si comportano come il giovane dottor Knock della omonima commedia teatrale di Jules Romain. Il giovane medico, in difficoltà economica perché operava in un villaggio abitato da persone sane, per superare l’impasse aveva coniato lo sloganI sani sono malati che non sanno di esserlo”.

Lo slogan del giovane medico e il sogno del grande industriale sono oggi alla base di quello che viene definito “disease mongering” (fabbricazione, promozione e vendita di malattie). Si tratta di una strategia messa in campo dalle multinazionali del farmaco per aumentare il numero dei potenziali consumatori dei loro prodotti. Tale strategia agisce principalmente attraverso l’abbassamento delle soglie e la creazione ex-novo di malattie.

L’abbassamento delle soglie delle malattie (si pensi all’ipertensione e alla colesterolemia) è finalizzato ad incrementare il mercato dei potenziali consumatori di farmaci (nel caso specifico i sartani e le statine). La creazione ex-novo di malattie, molto spesso condizioni con cui l’uomo e la donna hanno da sempre pacificamente convissuto (si pensi alla menopausa, alla timidezza che diventa “disturbo di ansietà sociale” e alla tensione pre-mestruale che diventa una malattia mentale definita come “disturbo disforico pre-mestruale”), costituisce un’ulteriore spinta ad atteggiamenti orientati al consumo, giammai alla salute.

Emilio Gianicolo




08 febbraio 2007

PRESIDIO della Legalità

Martedì 13 febbraio 2007, ORE 19.00

ristopub GolosOasi di Mesagne, p.zza orsini del balzo

Inaugurazione del primo

PRESIDIO della Legalità
nella regione Puglia




Beppe Grillo "The last true voice"


Grillo in un suo spettacolo(2005) parla della pirateria, del debito americano e della salute

04 febbraio 2007

02 febbraio 2007

Illegalità e corruzione nelle Istituzioni

Sabato 3 febbraio a partire dalle ore 9.30 presso il Salone degli Stemmi dell'Ente Provincia di Taranto, a seguito dei fatti di cronaca giudiziaria e amministrativa che hanno interessanto il capoluogo jonico, LIBERA - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie organizza un seminario sul tema llegalità e corruzione nelle Istituzioni. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Avviso Pubblico, Cittadinanzattiva, con il patrocinio dell'Ordine degli Avvocati di Taranto e del CSV Taranto.
PROGRAMMA

Saluti:
Angelo Esposito - Pres. Ordine Avvocati di Taranto
Carlo Martello - Pres. CSV Taranto

Interventi:

"Illegalità e corruzione nelle Istituzioni"
Pierpaolo Romani - coord. naz. Avviso Pubblico

"Quando l'illegalità diventa sistema: strumenti di prevenzione"
Ileana Fedele - magistrato e Alto Comm. prevenzione e contrasto della corruzione

"La legislazione anticorruzione: estensione della legge n.109/96 ai corrotti nella pubblica amministrazione"
Marina Venezia - dir. naz. Cittadinanzattiva

"Il caso Taranto: collusioni e corruzione nei rapporti tra politica, economia e pubblica amministrazione"
Raffaele Bruno - ref. regionale Libera

Conclude:
Marcello Cozzi - uff.presidenza Libera e vicepres. FAI

Modera:
AnnaMaria Bonifazi - ref. Libera Taranto

29 gennaio 2007

Marco Travaglio indulto-Cuffaro




Breve estratto della puntata di AnnoZero con Cuffaro in studio che butta fango su due vittime di mafia non potendo rispondere alle domande di un "ragazzetto" (sua definizione sul Corriere, un galantuomo anche in questo) di 21 anni.

22 gennaio 2007

DOV'E' IL MOVIMENTO? di Michele Di Schiena

Il Presidente Bush, nonostante la recente sconfitta elettorale causata soprattutto dalla guerra da lui scatenata in Iraq, rilancia il nefasto intervento armato accrescendo la presenza militare americana in quel martoriato territorio. Di fronte al tragico fallimento di un conflitto che ha seminato morte e rovine provocando una micidiale guerra civile tra opposte fazioni, la Casa Bianca non riflette ma reagisce in maniera istintiva, non ascolta ma lancia proclami, non "lascia" ma "raddoppia" facendo così nuovi e preziosi regali a quel terrorismo che dice con tante e dure parole di volere ad ogni costo combattere. Negli Stati Uniti l'opposizione del Partito Democratico, divenuto maggioranza al Congresso dopo le recenti elezioni, non sembra in grado, anche per la ripartizione dei poteri sancita dalla Costituzione di quel Paese, di bloccare questa disperata e rovinosa politica.
D'altro canto, l'opinione pubblica statunitense, pur avendo dimostrato col voto il suo dissenso nei confronti di Bush, appare non sufficientemente determinata a fermare con la protesta popolare l'exalation decisa e portata avanti dal Presidente americano. Ma l'Iraq è solo l'iceberg di una politica che, nel suo complesso, punta a "mettere le mani" sul mondo operando interventi armati ed imponendo un modello di economia che aggrava gli squilibri e colpisce legittimi interessi e diritti fondamentali. Una politica che manifesta tutta la sua pericolosità con i bombardamenti in Somalia ed anche, in maniera certo meno eclatante ma di sicuro fortemente significativa, con la insistente richiesta di allargamento della base militare USA di Vicenza, una pretesa accettata a suo tempo dal Governo Berlusconi alla quale oggi il Governo Prodi non è riuscito ad opporsi nonostante le riserve ed i dubbi determinati anche dalle giuste contestazioni e proteste della città veneta.

Di fronte ad una tale situazione cosa fa in Italia ed in Europa il movimento per la Pace che non riuscì, è vero, nel 2003 a fermare l'occupazione militare dell'Iraq ma che si impose all'attenzione della opinione pubblica mondiale per la sua profezia e per la sua forza e che fu perciò definito dal New York Times "la seconda potenza mondiale"? Cosa frena quella "potenza" che si mostrò in grado di scendere pacificamente in campo armata solo delle proprie buone ragioni per tutelare e promuovere la pace ed i diritti fondamentali di milioni di uomini condannati alla fame e alla morte dalle logiche di dominio e di sfruttamento che attanagliano l'intero pianeta? In quali dimore si è raccolto, sia pure per dedicarsi ad utili servizi ed interventi, quel movimento che era sceso nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo per levare la sua voce di protesta e di proposta? Quali chiusure e quali protagonismi lo hanno indebolito e diviso? Quale demone, con la perversa astuzia di chi predica il realismo e deride l'utopia per indurre alla rassegnazione, lo sta tentando di rinunciare alle sue speranze ed al suo impegno per la costruzione di un "altro" mondo considerato fino a ieri "possibile"?

In una difficile situazione interna ed internazionale, all'inizio degli anni cinquanta, si muoveva anche allora in Italia il movimento mondiale per la pace e don Primo Mazzolari, a nome del gruppo delle "Avanguardie cristiane", vi aderiva ed inviava un messaggio al congresso per la pace svoltosi a Varsavia. Un messaggio che conteneva la presentazione di alcune esigenze e, in particolare, quella che negli atteggiamenti e nelle decisioni del movimento vi fosse «quel distacco da ogni prestabilito vincolo politico e quella superiorità con cui dovrebbero essere servite le grandi cause» nonché quella che fosse dato «più posto ai poveri di ogni parte del mondo» evitando la prevalenza di intellettuali, politici e sindacalisti, «i quali, pur avendo l'animo aperto, difficilmente sanno intendere e tradurre l'angoscia di chi non ha scampo, né in pace né in guerra, da quelle ingiustizie che tolgono la libertà, la dignità ed il gusto di vivere».

Sono passati più di cinquant'anni ed oggi abbiamo il terrorismo che imperversa e le tante guerre che esplodono in diverse parti del mondo ma i problemi del movimento per la pace non sono in sostanza cambiati rispetto ai tempi di don Mazzolari e dei suoi amici delle "Avanguardie cristiane": da una parte, le chiusure preconcette e le difficoltà di dialogo e, dall'altra, i rischi che tentazioni ideologiche ed interessi di parte possano intaccare l'autonomia e la forza di un movimento capace di cambiare la storia. E' necessario che questo movimento si ritrovi subito perché il mondo ha bisogno di una forza che non degeneri e non si disperda, di un grande coagulo di energie morali e sociali capace di togliere dalle mani dei potenti della Terra, per restituirlo a tutti gli uomini il diritto che tutti gli uomini hanno di decidere il loro futuro ed il loro destino.

Brindisi,19 gennaio 2006

Michele DI SCHIENA

21 gennaio 2007

Vivere alla vigilia dell' Apocalisse di Gabriele Romagnoli

Arriva per tutti l' ultimo giorno spensierato sul pianeta Terra. Per me è questo: me ne sto seduto al tavolino di un ristorante sulla spiaggia di Barcellona, il cielo è terso, il mare increspato consente ai surfisti il loro stagionale esibizionismo, ci sono più di venti gradi e il cameriere ha appena deposto un piatto di gamberoni alla piastra: «Buon provecho!». Che cosa può incrinare una giornata perfetta? Un soffio di vento. Basta il refolo che sfoglia le pagine del quotidiano La Vanguardia disperdendo gli universali pigolii della politica, i sussurri dei sottoscala intellettuali, la rumorosa farsa dello sport e lascia sotto gli occhi due pagine con le testate "società" e "cultura". Nella prima si annuncia che "il Mediterraneo è in agonia": tra vent' anni le sue spiagge saranno proibite per motivi sanitari, tra quaranta non uno dei pesci e crostacei che mangiamo attualmente sarà ancora in circolazione. Nella seconda si afferma: «Il riscaldamento globale è il vero nemico della nostra civiltà».
E se ne enumerano gli effetti: raddoppio degli uragani negli ultimi trent' anni, dal 2030 ondate di caldo già ora letali (30mila vittime in Europa nella canicola del 2003) stermineranno 300mila persone l' anno, nel 2050 saranno scomparse un milione di specie animali e vegetali. In pochi secondi sono scomparsi la piacevolezza del clima, la serenità del mare e il sapore del pesce. Restano un gusto amaro e Una verità scomoda. Così sta scritto in un riquadro pubblicitario, sotto l' immagine di due ciminiere fumanti. è il titolo di un film documentario americano appena uscito in Spagna, non ancora in Italia, ma disponibile in dvd dal 21 novembre. Si tratta, semplicemente, delle riprese di una conferenza sui pericoli causati dal riscaldamento globale tenuta da Al Gore «l' uomo che fu il prossimo presidente degli Stati Uniti». In America è stato un successo. In Europa non ancora. Alla cassa della multisala una donna cerca di convincere il figlio adolescente a vederlo. Quello replica schifato: «Ma è un documentario». La costringe a deviare sul film Figli dell' uomo, di Alfonso Cuaron, che diresse il picaresco Y tu mama tambien e uno dei tanti Harry Potter. L' ho visto la sera precedente e non credo che il ragazzo ne uscirà rallegrato. è fantascienza, ma un tempo il futuro immaginato era un posto pulito e illuminato bene. Ora è un luogo sporco e oscuro. Nei film di questo genere non ci sono più nuove invenzioni che facilitano la vita domestica, ma impreviste difficoltà per l' esistenza quotidiana. Questo 2027 di Cuaron è un tempo assurdo, dove il cielo è lurido, le acque spesse e, soprattutto, nessuno fa più figli da 18 anni (unico problema risolto: la sovrappopolazione). Folto il pubblico che vuole vedere, invece, Una verità scomoda, ma nessuno sotto i quarant' anni. Alla fine di questo che è il vero film horror (che cosa dovrebbe spaventarci di più: un enigmista pazzo o l' uragano assicurato?) restano impressi soprattutto due momenti. Il primo è quando Gore parla della Groenlandia, dello scioglimento dei suoi ghiacci a causa del surriscaldamento. E a noi che cosa importa se scompare quel gran cubetto della Groenlandia? Poco, se Gore non mostrasse gli effetti prodotti dal conseguente innalzamento dei mari. Tutti i rabdomanti della modernità vanno in pellegrinaggio a Shanghai per decodificarne i segnali. Con la Groenlandia scomparirebbero Shanghai e la modernità prossima ventura: il futuro è un' epoca postuma. Addio Calcutta. Addio San Francisco. Addio Olanda. E sapete che cosa accadrebbe al memorial del World Trade Center, quello che stanno progettando e costruiranno per ricordare, «in eterno», le vittime dell' 11 settembre? Addio anche a quello: «Il riscaldamento globale è il vero nemico della nostra civiltà». O no? Il secondo momento notevole è quando Gore ricorda sua sorella: maggiore di dieci anni, personale angelo custode. Appare in filmati di repertorio, bella e sorridente, con un foulard al collo e una sigaretta in bocca. La voce fuori campo ricorda che la correlazione tra fumo e cancro data dal 1964. I Gore avevano una piantagione di tabacco. La sorella di Al fumava dall' adolescenza. A quarant' anni è morta di tumore ai polmoni. La famiglia ha sperimentato che gli scienziati non gridavano «Al lupo!». I millennaristi di una volta erano bizzarri signori in tunica bianca che giravano per le strade urlando «Pentitevi, la fine è vicina!». Quelli di oggi sono affidabili e maturi signori come Charles Kutscher che ha presieduto a Denver la conferenza Solar 2006 mostrando diagnosi spietate e proponendo interventi urgenti. Scrittori come Frank Shatzig, autore dell' ecothriller Il quinto giorno, la risposta europea al Codice da Vinci, capace di vendere milioni di copie benché le pagine siano 1032. Più un ragazzo ingrassato che ha perso l' America e ora vuole ridarci il mondo e un regista che ha fatto Harry Potter e poi si è accorto che l' avvenire non appare magico. Capita a molti, è capitato perfino a Tony Blair, che ha lanciato l' allarme climatico mentre è già sulla soglia di Downing street. I politici mentre sono in carica pensano agli affari loro e di chi gli sta vicino, all' ora del tramonto si affannano per lasciare una «eredità», allargano orizzonti fin lì ristretti. Gore si è sempre occupato dell' ambiente, ma nel 2000, quando era il «prossimo presidente», anche lui non voleva contrariare le lobby del petrolio o dell' auto. Dicono abbia scoperto l' acqua calda ed è letteralmente, terribilmente vero. Dopo anni di supponente distacco i media stanno facendo altrettanto. La stampa, almeno. In tv il clima non fa audience. è impossibile organizzarci un talk show e far litigare sull' argomento. Se qualcuno sostiene che non fa davvero più caldo basta appenderlo fuori da qualsiasi porta. Cominciano a circolare idee per risolvere il problema. Un altro notevole documentario, Chi ha ucciso l' auto elettrica?, oltre a rispondere al quiz tormentone di Beppe Grillo, suggerisce che ne abbiamo qualcuna già da tempo. Il sito www.climatecrisis.net spiega dieci piccole regole di comportamento che possono generare un grande impatto. Vincere questa guerra è difficile perché il nemico ha una faccia soave: come fai a sparargli se ti si presenta con le sembianze di una giornata estiva a novembre? La speranza si basa su due fattori in teoria negativi. Il primo è l' egoismo. L' idea di lasciare ai figli un mondo migliore ha storicamente smosso dalla poltrona tre o quattro bravi ragazzi. è la prospettiva della fine delle grigliate, del surf, dei vicoli di Amsterdam a poter generare qualche sommovimento, qui e ora. Nessuno scenderà in piazza o firmerà appelli, non serve. L' arma vera è il secondo fattore: il capitalismo. Il premio Nobel per l' economia, Yunus, ci ha insegnato che non va cambiato, va usato. A un certo punto del film Al Gore mostra un grafico. Rivela come le vendite di auto americane siano crollate al confronto di quelle giapponesi. Il pubblico ha abbandonato i grossi moloch inquinanti a favore di mezzi più leggeri e puliti. Può succedere in ogni settore. Il capitalismo ha un navigatore al posto del cuore: se sul mercato la domanda cambia rotta, l' offerta è già ad aspettarla a destinazione. In pochi anni le lobby dell' energia eolica, delle bici elettriche, del noleggio&riciclaggio potrebbero soppiantare quelle tradizionali e sovvenzionare le campagne elettorali di politici senza eredità, nè alle spalle, né davanti. Una dimostrazione? Quando Una verità scomoda ha incassato il suo ventesimo milione di dollari, diventando il quarto documentario più proficuo della storia, la Paramount ha devoluto un milione alla lotta contro il surriscaldamento del pianeta. Una causa giusta moltiplica gli adepti se è anche redditizia. Questa lo è più di ogni altra: c' è da guadagnarci la vita, su una spiaggia, a mangiar gamberoni.

19 gennaio 2007

Una scomoda verità

La condizione del pianeta e i rischi che corre a causa dei gas serra è la scomoda verità che Al Gore si è impegnato a diffondere di persona attraverso un tour che si è esteso ai quattro angoli della terra avviato dopo aver perso (momentaneamente) la corsa alla Casa Bianca. Conscio di andare incontro allo scetticismo delle persone ma forte delle sue ricerche nel campo e di vent'anni di esperienza (già nel 1992 aveva pubblicato il libro Earth in the Balance: Ecology and the Human Spirit sul quale si basa la sua attuale "predicazione") Gore espone una serie di dati scientifici inattaccabili, tabulati, previsioni sul nostro prossimo futuro e risposte alla domanda su come affrontare il riscaldamento globale del pianeta. Il ritratto è sconfortante e per questo "scomodo"; scomodo per i governi, che al momento fanno finta di non sentire/vedere/sapere e scomodo per le persone che pensano non ci siano limiti allo sviluppo. In questo clima di scetticismo calcolato, Al Gore appare come un moderno Noè senza arca.
Trailer

07 gennaio 2007

Una cura per il pianeta salute: riflessione di un ricercatore pugliese di Alessandro Distante

Ogni trasformazione, e a maggior ragione nel Pianeta Salute, impone di assorbire le conoscenze, i processi e i prodotti innovativi generati dal mondo scientifico e industriale. La ricerca e la formazione possono migliorare la qualità dell’assistenza e dei servizi socio-sanitari anche nel sistema italiano, che garantisce tutti ma presenta chiari dislivelli fra Nord e Sud e fra Sud e Sud. Nel Mezzogiorno, tale discrepanza viene imputata al basso tasso di ricerca biomedica e di formazione continua, cosa che viene percepita dal cittadino che trova soluzioni alternative per ottenere il meglio (emigrando o rifugiandosi nel sistema sanitario privato). Per non copiare gli errori fatti altrove (gli USA, pur spendendo in sanità il 16% del PIL, hanno il 16% della nazione senza assistenza, cioè 50 milioni di individui), qui da noi si devono migliorare le strutture, le infrastrutture, la qualità delle cure e il rispetto delle Linee Guida per ottimizzare prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle varie patologie. Come? Investendo in ricerca, formazione e capitale umano: cioè il metodo universale per far crescere la qualità dei servizi e per ridurre i costi. Non imboccando questa via, c’è da sperare che la Salute dei cittadini venga tutelata (ovviamente pagando !) da altre regioni più o meno lontane. Oggi, dalle cronache giornalistiche natalizie, il cittadino pugliese percepisce che si tenta di migliorare la sanità con l’accorpamento delle AUSL e con altre soluzioni tecniche per ridurre i costi dei gestori della sanità. D’altro canto, si sente ripetere da Presidenti e Luminari (Napolitano, Prodi, Vendola, Errico, Montezemolo, Pistorio, Donato, Romano, etc) che la ricerca e la formazione avanzata sono le vie maestre dello sviluppo. Allora, perché non iniettare - nelle AUSL, negli ospedali e nei Policlinici - una robusta dose di ricercatori, cioè persone intrinsecamente formate a usare gli strumenti per la conoscenza e per l’innovazione? I cittadini percepirebbero subito che si vuole migliorare le cose con il lavoro e con l’intelligenza dei propri figli, oltre che su base scientifica. Infatti, per combattere inefficienze, sprechi e ingiustizie, non serve applicare il ticket bensì seguire le Linee Guida Ottimali, senza le quali si danneggia la propria salute e si inducono costi alla comunità, ancorché a scoppio ritardato. Nessuno può chiamarsi fuori da una nuova visione per il Pianeta Salute che richiede di: a) sperimentare soluzioni innovative; b) praticare la comunicazione basata sull’evidenza scientifica; c) coinvolgere i giovani e le loro famiglie; d) far capire agli operatori l’importanza dell’apprendimento continuo; e) convincere i decisori politici a portare sì il saluto ai convegni di studio e rimanerci fino in fondo (per decidere poi in modo appropriato sui risultati delle ricerche esposte). In Puglia, cioè una macroregione dove il succedersi delle stagioni metereologiche, politiche, culturali e sociali non è sempre garanzia di fiori, frutti, colori e sapori, è necessario anche programmare un corretto trasferimento tecnologico che eviti gli sprechi.. Un esempio? rischiamo di avere il doppio delle cardiochirurgie e delle TAC-PET necessarie per 4 milioni di abitanti, e meno della metà degli specialisti che servono per farle funzionare al meglio. La crescita del Pianeta Salute richiede soprattutto l’adozione di valori di riferimento che vedano il cittadino al centro del sistema e non gli interessi delle varie corporazioni. Pertanto, oltre a potenziare il sistema d’istruzione nella regione (medicina, ingegneria biomedica, economia sanitaria, epidemiologia, informatica medica, etc.), bisogna allinearsi alle strategie mondiali (e razionali) per migliorare i livelli essenziali di assistenza attraverso: Prevenzione, Anticipazione, Personalizzazione, Partecipazione, Interoperabilità e Integrazione di sistemi.
Inoltre, cominciare a servirsi dei ricercatori del proprio territorio, per evitare due errori capitali:1.Trattare il Pianeta Salute come un tabù sociale e non come un motore di sviluppo; 2. Far scontare l’impotenza strategica ai cittadini che, non fidandosi del proprio sistema, trovano costosi espedienti, altrove. Al contempo, sono necessari solidi ponti fra il mondo della ricerca e della sanità, fra il mondo accademico e dell’industria, fra i sistemi isolati e i sistemi integrati. La sinergia fra istituzioni rende meno lontano il trasferimento delle innovazioni dal laboratorio alla clinica, dalla medicina molecolare alla biologia, dalle nanotecnologie alla telemedicina, etc., sia a vantaggio del sistema sanitario che di quello sistema industriale. Se da un lato gli errori fatti da altri sono da evitare, le buone idee, gli strumenti utili e le competenze esistenti vanno messi a frutto con lungimiranza, cominciando a guardarsi in casa. Si scopriranno giovani risorse, dottorandi, borsisti, ricercatori pronti a servire tutti, nella propria terra e con umiltà !

Alessandro Distante

18 dicembre 2006

Ecco i conti delle 49 opere pubbliche

A metà novembre l'Ufficio Tecnico, su sollecitazione del Sindaco Giuseppe Marinotti, ha prodotto un documento sullo stato dei lavori di 49 opere pubbliche ancora in corso. Il primo cittadino ha preteso gli atti di contabilità per ciascuna opera, chiedendo notizie dettagliate al responsabile uscente dell'Ufficio Tecnico, l'ingegnere Pescatore. Emergono subito i notevoli ritardi accumulati e presunte irregolarità nella realizzazione, così come rilevato dagli stessi amministratori di centrodestra ("Nuovo Quotidiano di Puglia" del 23.11.2006, p.22).
Scarica la Determina

13 dicembre 2006

Dialoghi sulla salute

Medicina Democratica movimento di lotta per la salute p r e s e n t a dialoghi sulla salute la scuola aperta e itinerante di salute.
16 dicembre 2006 ore 15.30 a Brindisi
Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali “F. L. Morvillo-Falcone”
via Galanti 1. MICHELANGELO BOLOGNINI riporta la sua esperienza sul tema:“Ambiente e salute”. I dialoghi sono giunti al loro terzo appuntamento che vedrà Michelangiolo
Bolognini parlare di “Ambiente e salute”.
Michelangiolo Bolognini, medico igienista dell’AUSL di Pistoia, è da anni
impegnato sui temi delle nocività negli ambienti di vita e di lavoro e tratterà
questo argomento in termini generali e con riferimento a quanto accade nel
nostro territorio.
Le prossime tappe dei dialoghi verteranno sull’epidemiologia, la relazione tra i
farmaci e la salute, il servizio sanitario e sociale, il rapporto tra l’uomo la
medicina e la morte, la figura Giulio Maccacaro e la Casa della Salute.
MD intende affrontare il tema della salute in tutte le sue accezioni, lo vuole
fare mettendo a disposizione di tutti le proprie esperienze sollecitando momenti
di crescita individuale e collettiva e una partecipazione attiva, senza deleghe
e democratica alla SALUTE.

INFORMAZIONI: GINO STASI 3291184097

09 dicembre 2006

La manifestazione berlusconiana e la politica fiscale di Michele di Schiena

E' la prima volta che nel nostro Paese un Governo ed una maggioranza sembrano fare della lotta all'evasione fiscale un punto forte del proprio programma ed approntano gli strumenti per rendere credibile tale scelta; è la prima volta che nel modificare le aliquote Irpef si punta a ridurre il prelievo fiscale per i redditi più bassi (al di sotto dei 40 mila euro annui) facendolo moderatamente lievitare per quelli più alti: è la prima volta che con lo strumento fiscale si favorisce sensibilmente la condizione delle famiglie più numerose in maniera proporzionale al numero dei carichi familiari; è la prima volta che l'indegna pratica del condono fiscale, con la quale si premia la disonestà dei furbi e si punisce la correttezza di quanti pagano le imposte, viene messa al bando per rispettare un'esigenza di elementare equità: forse non è molto ma è gia tanto per un Paese solcato da inammissibili privilegi, gravi ingiustizie e stridenti squilibri sociali. Ecco allora che sull'avvio di questa nuova politica fiscale si scatena "l'ira funesta" del berlusconismo che scende in piazza e riesce, con i potenti mezzi di cui dispone, ad organizzare il dissenso "cosciente" di coloro che si oppongono a qualsiasi cambiamento e quello "emotivo" di quanti, impoveriti nello scorso quinquennio dalle dissennate politiche del centrodestra, sono oggi esposti alla suggestione populista di individuare nel Governo Prodi il capro espiatorio dell'attuale situazione di disagio per assecondare una protesta indirizzata verso obiettivi in aperto contrasto con i propri interessi.

Ma dov'è il centrosinistra? Quali distrazioni o complessi bloccano l'Unione sull'ovvio ritornello del rispetto col quale si deve guardare alla manifestazione popolare romana? Quali problemi o quali giochi interni impediscono ai tanti esponenti della maggioranza di affermare, come ha fatto Prodi inspiegabilmente lasciato in una quasi totale solitudine, che quel raduno è stato carico di insulti e vuoto di contenuti e proposte? Ed in un Paese nel quale non dovrebbe essersi spento l'amaro ricordo di certe adunanze oceaniche, chi lo ha detto che le grandi manifestazioni popolari, da chiunque organizzate, esprimono sempre disagi reali ed apprezzabili istanze? Certo sulle grandi manifestazioni di protesta bisogna in ogni caso riflettere ma quando queste sono mosse da intenti strumentali ed esprimono pulsioni qualunquistiche ed involutive, vanno analizzate per capirne le cause ed approntare le necessarie contromisure.

Ciò che frena e rischia di bloccare lo slancio dell'Unione sembra essere invero il difetto di concordanza sull'individuazione della sua "missione", della scelta fondante il suo progetto politico fatto di tante utili specificazioni esplicitate nel dettagliato programma presentato agli elettori nella scorsa primavera. Punti programmatici questi che devono essere animati da una idea-guida capace di ispirare anche le scelte di Governo non preventivamente concordate e di dare organicità all'intero quadro della sua azione politica. Ora, se il contenuto essenziale e qualificante di una politica progressista è quello di favorire nell'interesse di tutti la crescita economica del Paese procedendo nel contempo ad una più equa distribuzione della ricchezza e se è vero che l'intervento pubblico ha subito in questi anni un drastico (e spesso ingiustificato) ridimensionamento senza che sia realisticamente prevedibile in tempi brevi un'inversione a tale tendenza, è evidente che la politica fiscale deve costituire per il centrosinistra uno strumento fondamentale atto a correggere, nei limiti del possibile, gli squilibri a vantaggio dei ceti sociali più deboli, quelli maggiormente interessati ad un adeguato finanziamento dei servizi e dei presìdi propri di un efficiente stato sociale.

Lo scontro sulle tasse fra lo schieramento berlusconiano ed il centrosinistra è allora uno scontro reale ed inevitabile se l'Unione, senza cadere in tentazioni concorrenziali su tale piano, vuole avere una sua identità ed una credibile "missione". Quella di combattere i privilegi e di portare avanti politiche redistributive in linea con i principi fondamentali della Costituzione repubblicana che richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale del Paese e che afferma il principio per il quale "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva" aggiungendo il precetto, categorico nella sua essenzialità, per il quale "il sistema tributario è informato a criteri di progressività".

Brindisi, 7 dicembre 2006

Michele DI SCHIENA

06 dicembre 2006

A tutto gas di Emilio Gianicolo

L’espressione “a tutto gas”, sottintendendo concetti come accelerazione e velocità, ben descrive la forza e l’impeto che grandi gruppi energetici nazionali ed internazionali imprimono all’approvvigionamento di gas e alla costruzione di rigassificatori. Quando si parla di grandi impianti, soprattutto se particolarmente nocivi alla salute umana o lontani anni luce dalle vocazioni locali, la Puglia – la storia lo insegna - non sta a guardare. Infatti, noi pugliesi - da vero popolo generoso e prevalendo in noi quello che nel Piano Energetico Ambientale Regionale viene definito “spirito di solidarietà” - produciamo energia in misura superiore a quanto noi stessi consumiamo. Basterebbe questo scarto, notevole, tra quanto ci occorre e quanto produciamo per far desistere i governanti dal concedere licenze per la costruzione di nuovi impianti.

Ma proviamo ad andare oltre. Proviamo a chiederci a chi realmente giova un impianto di rigassificazione. Non si costruiscono i rigassificatori per soddisfare la domanda interna. Per questa sono sufficienti i gasdotti attuali e quelli che verranno (Galsi e Igi, quest’ultimo interesserà, ovviamente, la Puglia). I rigassificatori servono per far diventare l’Italia un “hub” ossia un centro di raccolta di gas dai paesi produttori e vendita verso il nord Europa. L’autore di questa affermazione non è un valligiano noglobal né un pescatore dell’adriatico o dello Ionio affetto irrimediabilmente da sindrome nimby ma è Quadrini, Amministratore Delegato di Edison, azienda che sta costruendo il rigassificatore di Rovigo (Fonte “Il Giornale” del 1 settembre 2006).

Queste strategie non hanno un costo nullo, in termini ambientali e di tutela delle popolazioni, né per i nostri territori né per i territori da cui il gas viene estratto. Da anni, per esempio, in Nigeria, le popolazioni del delta del fiume Niger sono in lotta contro le multinazionali del petrolio e del gas (tra cui l’ENI). Le deflagrazioni che spesso si verificano durante l’estrazione di gas, infatti, hanno prodotto e producono tuttora un forte inquinamento del fiume. Pochi anni fa, per aver protestato contro questo scempio, nove attivisti ecologisti (tra cui lo scrittore Ken Saro-Wiwa) furono impiccati, al termine di un processo farsa.

In Puglia, i consumi energetici privati sono aumentati dal 1990 al 2004 di circa il 30% (Fonte PEAR). È, invece, stabile nel tempo il consumo di energia nel settore industriale. E allora, cosa si può fare per mettere a freno questa domanda crescente di energia? Si ritiene di aver fatto già abbastanza per contenere il fabbisogno energetico degli edifici? Si è fatto abbastanza per far rispettare il DPR 412/93 che imponeva di ricorrere, per gli edifici pubblici, alle fonti rinnovabili?
Evidentemente, la risposta a entrambe le questioni è NO!

È strategico, allora, favorire quegli investimenti che incentivano l’auto-produzione di energia piuttosto che la costruzione di mega-impianti il cui fine primario è il profitto di pochi.
Parlando di strategie, il discorso non può che allargarsi e coinvolgere altri aspetti tra cui ovviamente quello più strettamente pedagogico legato, cioè, all’educazione verso stili di vita compatibili con la scarsità di risorse. Educazione e cultura dell’ambiente che certamente contribuiscono a non accettare supinamente e acriticamente decisioni ma a coltivare dubbi (dubito ergo sum), tra questi il nostro: ma è proprio necessario correre “a tutto gas”?

Emilio Gianicolo
Medicina Democratica

Stefano De Guido
Laboratorio per i diritti dei migranti

03 dicembre 2006

Recensione stampa

laRepubblica
Il presidente della disciolta commissione Mitrokhin scrive a Marini e Bertinotti -Conferma di aver raccolto informazioni su Prodi: "Per me era il riferimento del Kgb in Italia" - Intercettati i dialoghi con Scaramella - Guzzanti protesta: "Un'aggressione"

ROMA - Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia e già presidente della disciolta Commissione Mitrokhin scrive ai presidenti di Camera e Senato denunciando la "gravissima aggressione alle prerogative del Parlamento e dunque della democrazia" dovuta alle intercettazioni relative alle sue conversazioni con l"informatore" Mario Scaramella pubblicate dal "Corriere della Sera". Ma mentre protesta vibratamente, ne conferma i contenuti e ammette esplicitamente di aver fatto raccogliere informazioni su Prodi ("Sono sempre stato convinto e l'ho detto apertamente che era l'uomo di riferimento del Kgb in Italia"), Bassolino e Pecoraro Scanio ("Ma su loro non risultava niente e non sono mai state usate").

Le intercettazioni dimostrano ampiamente che Scaramella (oggi coinvolto nel caso dell'omicidio di Alexandr Livtinenko) riferiva a Guzzanti su politici del centrosinistra in merito ai loro rapporti con l'ex Unione Sovietica e che Guzzanti ne parlava "al Capo", cioé a Berlusconi in persona. Ma, secondo il senatore di Forza Italia "io facevo semplicemente il lavoro che mi ordinava la legge istitutiva della commissione" [...] Guzzanti, però, è letteralmente inferocito sulle intercettazioni che sarebbero state in un certo senso "estorte con un trucco" [...]

...proteggiamo il soldato Guzzanti: è indignato; anzi: indignatissimo. In fondo lui si limitava a tentare di scoprire le prove di qualcosa di cui era certissimo: il fatto che Prodi fosse, nientemeno, che il "terminale" del KGB in Italia... Eppure Prodi, al contrario del padrone di Guzzanti, non risulta abbia mai invitato l'ex capo del Kgb in villa, o che abbia mai fatto lingua in bocca con lui...
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laRepubblica

Nuove accuse di Mario Placanica
"A Genova hanno inquinato le prove"


Mario Placanica

Nuove accuse di Mario Placanica: "A Genova hanno inquinato le prove" - In un'intervista a Rtl 102.5 il carabiniere ribadisce: "Mi auguro di poter contribuire ad accertare la verità, anche se mi hanno detto che non uscirà mai" - E intanto Cossiga chiede la riapertura dell'inchiesta giudiziaria.

ROMA - Nuove accuse da parte di Mario Placanica, il carabiniere incriminato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova. "A Genova hanno inquinato le prove e alla fine ho pagato solo io, ma mi auguro di poter contribuire ad accertare la verità, anche se già mi hanno detto che non uscirà mai", ha detto Placanica in una intervista a Rtl 102.5.

Sulla vicenda oggi interviene anche il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, affermando che "la via maestra da seguire è quella della riapertura dell'inchiesta giudiziaria". "Per i casi di Genova risollevati dalle presunte rivelazioni dell'ex-carabiniere Placanica che uccise negli scontri del G8 il povero giovane Giuliani, è certo necessario fare chiarezza nello stesso interesse dell'Arma", ha motivato Cossiga.

Nell'intervista a Rtl, Placanica ricostruisce quel giorno del 2001. "Io ero addetto al lancio dei lacrimogeni, ma... me lo tirò dalle mani perchè diceva che non ero idoneo a sparare, perchè non sapevo sparare... invece io ho sparato a parabola, normalmente, come si spara sempre, in regola. Ma lui mi diceva che dovevo sparare ad altezza d'uomo... stavo male, mi hanno spostato vicino a Piazza Alimonda, dove ho visto pestare a sangue dei manifestanti, fino a che non gli uscivano le bave bianche dalla bocca. Sono salito sulla camionetta, un plotone ci faceva da scudo, ma poi i manifestanti hanno attaccato e i carabinieri sono arretrati, scappando" [...]
(30 novembre 2006)

...ora aspettiamo con impazienza l'Ascierto o il Gasparri di turno che prenda le difese dell'operato di Placanica; perchè delle due l'una: o Placanica dice la verità, e allora c'è da vergognarsi del comportamento degli altri; o Placanica mente, ed allora c'è da vergognarsi di lui. Tertium non datur...
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Perquisizioni a Hollywood
per l'inchiesta sui diritti Mediaset


laRepubblica

Perquisizioni a Hollywood per l'inchiesta sui diritti Mediaset - Il Los Angeles Times rivela che su richiesta dei magistrati italiani la polizia federale ha ispezionato casa e uffici di Frank Agama. L'ipotesi di reato è frode fiscale

...oh my God... what a surprise!...

LOS ANGELES - La polizia federale statunitense ha perquisito a Los Angeles gli uffici e l'abitazione di Frank Agrama, produttore cinematografico di Hollywood, nell'ambito di un'inchiesta su una presunta frode fiscale in cui sarebbe coinvolto Silvio Berlusconi. Lo scrive il Los Angeles Times. La perquisizione è avvenuta a Bel-Air, a ovest di Los Angeles, e in Sunset Boulevard, su richiesta delle autorità italiane.

Frank Agrama è ritenuto un intermediario tra gli studi di Hollywood e Mediaset. Tra il 1998 e il 2002 avrebbe acquisito, tramite la sua società Harmony Gold, i diritti di film, in particolare della Paramount, per 130 milioni di dollari. I diritti sarebbero poi stati rivenduti a Mediaset per 315 milioni di dollari. Agrama avrebbe proseguito l'intermediazione, tramite la società Olympus Trading, fino al 2005.

Secondo l'inchiesta i diritti sono fittizi: Mediaset avrebbe gonfiato, attraverso società off-shore, i prezzi di acquisto. In questo modo, il gruppo di Silvio Berlusconi avrebbe costituito fondi neri all'estero e ridotto i ricavi in Italia per pagare meno tasse. L'ex presidente del Consiglio dovrà comparire il prossimo primo dicembre di fronte al tribunale di Milano, per rispondere dei reati di frode fiscale e falso in bilancio in relazione all'acquisto di diritti cinematografici negli Stati Uniti.
(30 novembre 2006)
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QuotidianoNet
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DOSSIER MITROKHIN: Fassino: 'Tentativo di stravolgere la vita democratica del Paese'
Il segretario Ds: 'Perseguita un'azione di denigrazione personale e di destabilizzazione istituzionale'. La Procura indaga su Scaramella

DOSSIER MITROKHIN Roma, 30 novembre 2006 - «La vicenda Mitrokhin conferma quel che il caso Telecom Serbia aveva fatto emergere: è stata perseguita un'azione di denigrazione personale e di destabilizzazione istituzionale con cui si puntava a colpire e delegittimare il centrosinistra e i suoi principali esponenti politici. Non sono più tollerabili reticenze e inaccettabili ambiguità. È tempo che si faccia chiarezza e si individuino le responsabilità politiche e personali di chi ha tentato di stravolgere la vita democratica del Paese». Lo ha dichiarato il Segretario dei DS Piero Fassino

Mario Scaramella, il discusso consulente della Commissione Mitrokhin, in questi giorni al centro della vicenda legata alla morte dell'ex agente del Kgb, Alexander Litvinenko, risulta indagato dalla Procura di Roma per i reati di traffico d'armi e violazione del segreto d'ufficio. La prima ipotesi d'accusa è legata al fascicolo che riguarda Scaremella e che è arrivato a piazzale Clodio dopo l'invio da parte della Procura di Napoli.Mentre per quel che riguarda la violazione del segreto d'ufficio è una fattispecie che è stata formulata a Roma e sarebbe relativa alla attività svolta dal docente universitario ed esperto di antiterrorismo come consulente della Commissione Mitrokhin.

...non è fantastico, questo articolo? riessce a parlare di Scaramella e della commissione Mitrokhin senza una sola volta il nome di Paolo Guzzanti, che sembrerebbe il più "coincolto" di tutti... quando si dice l'alta acrobazia giornalistica...
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Libero
Quotidiano in Dipendente diretto la Littorio Feltri


...la produzione di Littorio, in combutta con Renato Brunetta (quello che durante i talk-shows in TV trova il modo di dirci, in una sola trasmissione, almeno sei volte che lui è un docente) è ormai inarrestabile. Dopo aver presentato, solo qualche giorno fa, un bestseller intitolato "Cartoline al Duce", o qualcosa del genere, oggi presenta l'ultima fatica letteraria:

ATTENZIONE!!! Non dimenticate di prenotare quest'opera da vostro edicolante: sembra che ci siano code, davanti alle edicole, fin dalle prime luci dell'alba

02 dicembre 2006

Vigiliamo per la discarica

La storia di un comitato di cittadini e associazioni di Grottaglie (TA) per la tutela della salute e dell'ambiente.Il loro sito è: www.vigiliamoperladiscarica.it e la discarica di 2 categoria di tipo B"rifiuti speciali tal quali o trattati" è a soli 6 km da Francavilla (strada statale 603)