06 febbraio 2008
Multiservizi S.p.A
La Multiservizi Spa è nata nel 2000 ma ha iniziato la sua attività dopo oltre due anni. Per la precisione il primo bilancio pubblico è quello del 2003 che si chiudeva con perdite per oltre 80 mila euro. Nel 2004 le perdite sono salite a 105 mila euro. A queste si aggiungano quelle del 2005 (circa 124 mila euro) e quelle del 2006 (solo 507 mila, poco meno di 1.000.000.000 di vecchie lire, per chi le sa ancora leggere!).
Le motivazioni di una simile situazione sono da ricercare in una pessima gestione societaria e in una struttura destinata solo ed esclusivamente a gestire un “parco posti” da spartirsi in modo clientelare.
Ma andiamo con ordine.
Tralasciamo gli aspetti meramente legislativi che, comunque, riprenderemo dopo per evidenziare gravi violazioni di legge, e soffermiamoci solo sullo sperpero. In questo, per esempio, è emblematico che siano stati acquistati 10 documentatori/FTR (i notissimi strumenti per fotografare chi passa con il semaforo rosso), per una spesa, finanziata con leasing, di oltre 60 mila euro e nessuno di questi sia mai entrato in funzione. La situazione è appesantita dal cospicuo contenzioso della ex, oramai, spa: si pensi che già nel 2006, dalla relazione a firma dell’allora a.d. Montanaro, risultano pendenti 10 procedimenti giudiziari.
Sono stati acquistati, e si evince dalla citata relazione, 2 automezzi per la manutenzione delle strade ma, testualmente, “purtroppo un autocarro non è più efficiente”. In pratica, delle varie mansioni di cui doveva occuparsi la Multiservizi Spa, l’unica capace di fare utile era quella della gestione del parcheggio.
Veniamo allora ad un’analisi più approfondita dei problemi giuridici della vicenda. Per far ciò ci limitiamo a riportare i pareri di due esperti del settore, pareri richiesti dall’Amministrazione comunale. Si tratta del Notaio Carrabba e del dott. Commercialista Di Biase, attuale liquidatore della Spa.
Il primo, nel suo parere, intanto denuncia come i crediti vantati dalla Multiservizi e ascritti in bilancio siano da considerare erroneamente qualificati. In pratica quando si redige un bilancio i crediti ipotetici, quali quelli, per esempio, oggetto di una verifica giudiziaria, non possono essere considerati certi. Invece chi si è occupato di redigere i bilanci ha riportato tali importi tra gli “attivi correnti”, proprio, cioè, tra le entrate certe! Inoltre lo stesso giurista evidenzia irregolarità nella delibera di aumento del capitale sociale tanto da paventare che “(…) di conseguenza deve essere rilevata, (…) una causa di scioglimento della società”.
Se ciò non dovesse bastare passiamo al parere del secondo tecnico protocollato dagli uffici comunale il 26 aprile 2007.
Questo parere, che mettiamo a disposizione di chi volesse “approfondire” la questione, consta di 17 pagine fitte fitte che cerchiamo qui di riassumere in pochi punti.
La prima bomba sganciata da questo parere la si trova a pagina 8 che, dopo averci dichiarato che “(…) il Comune non provvide, né fino ad ora ha provveduto, al versamento della somma di 70.200 euro, sostanzialmente assumendo la nullità per illegittimità o quantomeno dell’inefficacia della deliberazione dell’assemblea straordinaria. (che aveva deliberato l’aumento del capitale sociale, ndr)” dichiara del tutto illegittimo l’atto della Giunta Comunale di ricapitalizzare la società. Cioè: per ripianare i debiti della MS la nostra Giunta Comunale deliberò di sottoscrivere l’aumento di capitale sociale. Solo che, a detta del commercialista (ma un po’ di tutta la giurisprudenza! “Norma chiara e tassativa”) tale delibera poteva essere assunta solo dal Consiglio Comunale. In pratica l’aumento di capitale nasce viziato, così il nostro comune ha versato altri 120 mila euro alla società in assenza di una delibera consiliare imposta dalla legge. Spetterà agli organi competenti vagliare ulteriori aspetti giuridici della questione.
Torniamo alla più gioiosa, per noi cittadini, vicenda dello sperpero di denaro. Secondo i bilanci redatti della società le perdite, dal 2003 al 2006, ammonterebbero a circa 580 mila euro. Il nostro tecnico, invece, più giustamente sottolinea (a pagina 11) che “se per gli esercizi precedenti il 2006, la Multiservizi avesse prudenzialmente svalutato i crediti (…) la sommatoria delle perdite dei quattro anni lieviterebbe a oltre 800 mila euro.” Dite che sono pochi? In pratica, ammesso che i giudici riconoscessero sempre vincente la Multiservizi il debito della società si ridurrebbe a 466 mila euro e, comunque, “in ogni successivo bilancio, a condizioni invariate, la Multiservizi continuerebbe a registrare una perdita ‘strutturale’ oscillante tra i 170 e i 190 mila euro all’anno”. In pratica un pozzo senza fondo.
La società andrebbe sciolta dato che, nel suo oggetto sociale, ha “l’esercizio di una attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.
Veniamo ai compensi per gli amministratori, il dottor Di Biase osserva che: “ tali compensi e indennità, 2.300 euro mensili per l’amministratore, 1.750 per il presidente del cda (…), non risultano deliberati dall’assemblea, come invece lo statuto prescrive.”
Ma c’è di più: “di tali compensi si fa menzione in un foglio dattiloscritto, incollato alla pagina 10 del libro delle adunanze dell’assemblea dei soci (…) sta di fatto che l’argomento non risulta all’ordine del giorno, ma semplicemente inserito fra le argomentazioni aventi ad oggetto ‘verifica dell’andamento societario’”. Naturalmente un “elevato compenso” spetta anche al collegio sindacale per via della scelta “atipica, imprenditoriamente inspiegabile” di avere un capitale sociale così elevato.
Infine il tecnico interpellato dal Comune sottolinea come, con tutta probabilità, tutte le azioni giudiziarie proposte dalla Multiservizi contro il Comune di Francavilla Fontana per farsi riconoscere quei crediti di cui tanto si è discusso, saranno respinte. I motivi del dissesto della società sono da ricercare nel numero di persone assunte, decisamente superiore alle reali esigenze della società, e nella pessima gestione sin qui condotta.
Permetteteci, in ultimo, un’amara considerazione: la Multiservizi, oggi srl, ieri spa, è nata con i nostri soldi e con i nostri soldi continua a funzionare (male) eppure le sue più importanti vertenze giudiziarie sono contro il comune di Francavilla Fontana. Come a dire: non importa come andrà a finire, saremo sempre noi a pagare gli avvocati, i tecnici, i periti e comunque tutti i debiti, o dell’uno o dell’altro. È un cane che si morde la coda e la coda siamo noi.
25 gennaio 2008
IMPORTANTE

La questione energetica sta assumendo sempre di
più un’importanza strategica all’interno delle politiche
e dell’ economia dei paesi europei.
Il settore primario è direttamente coinvolto nei piani di
azione europei finalizzati alla riduzione del
fabbisogno energetico e alla valorizzazione delle fonti
energetiche alternative, nella duplice funzione di
consumatore e produttore di energia. L’aumento
stesso del prezzo del petrolio, oramai giunto ai 100
$/barile, influenza tutti i settori produttivi compreso
quello agricolo, dove il prezzo del gasolio ha subito,
negli ultimi cinque anni, un aumento di circa il 70%.
Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha
avviato il Programma Nazionale Biocombustibili
(ProBio), attraverso programmi regionali finalizzati a
favorire lo sviluppo dell’uso di biocombustibili.
In attuazione del programma regionale PROBIO
”Azioni per la valorizzazione energetica delle
biomasse. Studi di prefattibilità per l’individuazione
dei distretti agro-energetici e per progetti di filiera”, la
Regione Puglia ha realizzato attività tese a
valorizzare il potenziale energetico delle biomasse
agricole regionali.
Il workshop ha carattere informativo e divulgativo dei
risultati ottenuti con le attività del sottoprogetto “Agro
Energy Farm”, finalizzato alla promozione di una
filiera per la termovalorizzazione in serra dei residui
di potatura degli olivi.
Saranno inoltre presentati i primi risultati della banca
dati sulle biomasse regionali, strumento utile per la
individuazione e la definizione di potenziali distretti
agro-energetici.
Per info sul programma e per ricevere la brochure scrivere a:
angemmy@libero.it o demofrancavilla@libero.it
20 gennaio 2008
26 novembre 2007
Il centrodestra di Francavilla:Swap,squadra d'assalto.La finanza creativa ed in "allegria".
Pensavamo di averle viste tutte! Ma, francamente, assessori esperti di operazioni finanziarie e grandi conoscitori dei rischi di mercato ci mancavano.
Il risultato? I segni negativi per i nostri bilanci comunali aumentano a causa di ulteriori interessi passivi su operazioni denominate swap per € 97.029,89 € (vd. delibera G.M. n. 256 del 20/07/2007) e recentemente di altri € 220.000,00= previsti nella variazione al bilancio di previsione 2007 votata dalla maggioranza nella seduta di Consiglio Comunale del 15.10.2007 (delibera n. 41).
Ed allora chiediamoci: su quali conoscenze ed esperienza dei mercati finanziari sono state discusse e adottate le delibere? Tra i sottoscrittori della delibera n. 159 del 10/05/2006 avente ad oggetto “offerta per la ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di strumenti finanziari derivati” vi è un esperto di sofisticati meccanismi matematici?
Tutta la vicenda nasce dalla delibera G.M. n. 433 del 27/12/2005 che approvava l’emissione e il collocamento di Buoni Obbligazionari Comunali (B.O.C.) per € 19.500.000,00 e della durata di 20 anni. L’operazione avveniva tramite la Banca OPI (Istituto del gruppo San Paolo Imi), l’unica tra quelle operanti in Francavilla che ha fatto pervenire il plico contenente l’offerta per l’emissione obbligazionaria.
Banca OPI: vi dicono niente i BOC di Taranto? Stessa identica strategia e copiati alla perfezione.
Altrettanto si dica della menzionata delibera n. 159/2006 con la quale si è accettata la proposta,sempre della Banca Opi, per la ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di mercati finanziari derivati. La scadenza del contratto è fissata per il 31/12/2025 per un debito complessivo coperto di 28.600.000,00 € circa.
Poiché le delibere riportano pari pari i contenuti dei contratti proposti dalla Banca sicuramente gli amministratori che le hanno approvate sono in grado di spiegarci i termini mirroring, plain vanilla con collar, interest rate swap, calcolo unadjusted, icap euro del circuito Reuters,ecc..
Se no come è stato possibile sottoscrivere un contratto così complesso, oscuro e pieno di rischi ma idoneo ad assicurare guadagni solo alla banca?
E i revisori dei conti, se hanno esaminato le proposte e comunque valutato le scelte negli atti di loro competenza (bilanci preventivi, consuntivi, bilanci di assestamento, variazioni di bilancio),come hanno potuto esprimere un parere o un giudizio senza calcolare i rischi dei tassi di interesse?
E’evidente,comunque, che gli assessori comunali sono stati allettati proprio dalle parole “ ristrutturazione dell’indebitamento” che, come un miraggio, consentiva loro di utilizzare tali operazioni finanziarie per allontanare il più possibile le scadenze di gran parte dei debiti contratti con la Cassa depositi e prestiti (magari oltre la fine dei loro mandati), abbassare i tassi di interesse, liberarsi dai possibili vincoli di bilancio posti dal patto di stabilità e,soprattutto, avere ancora occasioni per contrarre ulteriori finanziamenti accrescendo però l’ammontare complessivo del nostro debito pubblico.
L’opportunità di ulteriori finanziamenti per coltivare e rafforzare il consenso elettorale ha talmente accecati gli amministratori da formalizzare con atti deliberativi le condizioni standard imposte dalle banche e penalizzanti già in partenza per gli interessi della collettività.
Per concludere alcune domande a questa coraggiosa (sulla pelle degli ignari cittadini) squadra d’assalto della finanza creativa:
1) a quali incalcolabili ed imprevedibili danni futuri avete esposto il Comune e,sostanzialmente, i cittadini?
2) di quanto vedremo crescere la spesa per i tassi di interesse alla luce delle delibere approvate?
3) prima di approvare gli atti deliberativi avete almeno letto che “le condizioni non devono ritenersi impegnative per la banca OPI” ed ancora “l’estinzione anticipata del contratto comporterà il versamento di un indennizzo, pari al valore finanziario dell’operazione (Euro 28.600.000,00 circa) stessa calcolato secondo la prassi dei mercati finanziari”?
4) avete consapevolezza di quanti debiti consegnerete ai cittadini ed ai futuri amministratori alla luce delle delibere approvate?
5)-non sapete che il Comune,e cioè i cittadini, rimborsa annualmente quote capitali per un totale di € 1.246.312,53: € 569.073,81= per rimborsi quote capitale mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti ed € 677.238,72 per rimborsi quote capitale di prestiti obbligazionari (B.O.C.).
E non è tutto se pensiamo alla mole di debiti fuori bilancio già approvati o che stanno per cadere sulla testa dei cittadini come macigni (Monteco docet..), alle sorti delle Opere Pubbliche che tanto avrebbero reso “bella e attraente Francavilla” e destinatarie di milioni di euro finanziati “in allegria” …….
Ancora una volta va denunciata la superficialità e la non curanza nella gestione della spesa pubblica da parte di questa classe amministrativa che governa la Città.
I cittadini prendano atto dello stato economico finanziario in cui versa Francavilla grazie anche alle loro troppe “disattenzioni” (l’aumento TARSU era già un primo segnale preoccupante).
Francavilla Fontana, lì 17.11.2007
Cosimo RODIA
Democratici Per la Costituzione
Il risultato? I segni negativi per i nostri bilanci comunali aumentano a causa di ulteriori interessi passivi su operazioni denominate swap per € 97.029,89 € (vd. delibera G.M. n. 256 del 20/07/2007) e recentemente di altri € 220.000,00= previsti nella variazione al bilancio di previsione 2007 votata dalla maggioranza nella seduta di Consiglio Comunale del 15.10.2007 (delibera n. 41).
Ed allora chiediamoci: su quali conoscenze ed esperienza dei mercati finanziari sono state discusse e adottate le delibere? Tra i sottoscrittori della delibera n. 159 del 10/05/2006 avente ad oggetto “offerta per la ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di strumenti finanziari derivati” vi è un esperto di sofisticati meccanismi matematici?
Tutta la vicenda nasce dalla delibera G.M. n. 433 del 27/12/2005 che approvava l’emissione e il collocamento di Buoni Obbligazionari Comunali (B.O.C.) per € 19.500.000,00 e della durata di 20 anni. L’operazione avveniva tramite la Banca OPI (Istituto del gruppo San Paolo Imi), l’unica tra quelle operanti in Francavilla che ha fatto pervenire il plico contenente l’offerta per l’emissione obbligazionaria.
Banca OPI: vi dicono niente i BOC di Taranto? Stessa identica strategia e copiati alla perfezione.
Altrettanto si dica della menzionata delibera n. 159/2006 con la quale si è accettata la proposta,sempre della Banca Opi, per la ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di mercati finanziari derivati. La scadenza del contratto è fissata per il 31/12/2025 per un debito complessivo coperto di 28.600.000,00 € circa.
Poiché le delibere riportano pari pari i contenuti dei contratti proposti dalla Banca sicuramente gli amministratori che le hanno approvate sono in grado di spiegarci i termini mirroring, plain vanilla con collar, interest rate swap, calcolo unadjusted, icap euro del circuito Reuters,ecc..
Se no come è stato possibile sottoscrivere un contratto così complesso, oscuro e pieno di rischi ma idoneo ad assicurare guadagni solo alla banca?
E i revisori dei conti, se hanno esaminato le proposte e comunque valutato le scelte negli atti di loro competenza (bilanci preventivi, consuntivi, bilanci di assestamento, variazioni di bilancio),come hanno potuto esprimere un parere o un giudizio senza calcolare i rischi dei tassi di interesse?
E’evidente,comunque, che gli assessori comunali sono stati allettati proprio dalle parole “ ristrutturazione dell’indebitamento” che, come un miraggio, consentiva loro di utilizzare tali operazioni finanziarie per allontanare il più possibile le scadenze di gran parte dei debiti contratti con la Cassa depositi e prestiti (magari oltre la fine dei loro mandati), abbassare i tassi di interesse, liberarsi dai possibili vincoli di bilancio posti dal patto di stabilità e,soprattutto, avere ancora occasioni per contrarre ulteriori finanziamenti accrescendo però l’ammontare complessivo del nostro debito pubblico.
L’opportunità di ulteriori finanziamenti per coltivare e rafforzare il consenso elettorale ha talmente accecati gli amministratori da formalizzare con atti deliberativi le condizioni standard imposte dalle banche e penalizzanti già in partenza per gli interessi della collettività.
Per concludere alcune domande a questa coraggiosa (sulla pelle degli ignari cittadini) squadra d’assalto della finanza creativa:
1) a quali incalcolabili ed imprevedibili danni futuri avete esposto il Comune e,sostanzialmente, i cittadini?
2) di quanto vedremo crescere la spesa per i tassi di interesse alla luce delle delibere approvate?
3) prima di approvare gli atti deliberativi avete almeno letto che “le condizioni non devono ritenersi impegnative per la banca OPI” ed ancora “l’estinzione anticipata del contratto comporterà il versamento di un indennizzo, pari al valore finanziario dell’operazione (Euro 28.600.000,00 circa) stessa calcolato secondo la prassi dei mercati finanziari”?
4) avete consapevolezza di quanti debiti consegnerete ai cittadini ed ai futuri amministratori alla luce delle delibere approvate?
5)-non sapete che il Comune,e cioè i cittadini, rimborsa annualmente quote capitali per un totale di € 1.246.312,53: € 569.073,81= per rimborsi quote capitale mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti ed € 677.238,72 per rimborsi quote capitale di prestiti obbligazionari (B.O.C.).
E non è tutto se pensiamo alla mole di debiti fuori bilancio già approvati o che stanno per cadere sulla testa dei cittadini come macigni (Monteco docet..), alle sorti delle Opere Pubbliche che tanto avrebbero reso “bella e attraente Francavilla” e destinatarie di milioni di euro finanziati “in allegria” …….
Ancora una volta va denunciata la superficialità e la non curanza nella gestione della spesa pubblica da parte di questa classe amministrativa che governa la Città.
I cittadini prendano atto dello stato economico finanziario in cui versa Francavilla grazie anche alle loro troppe “disattenzioni” (l’aumento TARSU era già un primo segnale preoccupante).
Francavilla Fontana, lì 17.11.2007
Cosimo RODIA
Democratici Per la Costituzione
29 settembre 2007
APRIAMO GLI OCCHI SULLA DISCARICA

DEMOCRATICI PER LA COSTITUZIONE
Francavilla Fontana
Via Carlo Pisacane, 40/A
Francavilla Fontana, lì 28.09.2007
Preg.mo Signor
Presidente Consiglio Comunale
Francavilla F.na
Preg.mo Signor
Presidente ATO BR/2
Signor Cosimo FERRETTI
ORIA
Preg.mo Signor
PRESIDENTE
Provincia di BRINDISI
Preg.mo Signor
PRESIDENTE
Giunta Regionale Pugliese
BARI
Preg.mo Signor
ASSESSORE ALL’AMBIENTE
Regione Puglia
BARI
Preg.mo Signor
PREFETTO
di Brindisi
e p.c.
Agli Organi di Informazione
Oggetto: MOZIONE Consiliare su “discarica controllata di prima categoria sita in Francavilla Fontana alla via San Vito.
Atto di concessione per la realizzazione e gestione in favore della società FRANCAVILLA AMBIENTE.
Impianto di selezione e biostabilizzazione ed eventuale realizzazione discarica di servizio/soccorso sempre nel territorio di di Francavilla Fontana (BR).
VERIFICA convenzione e gestione discarica in servizio.
Accertamenti circa regolarità e legittimità iter procedurale per impianto “complesso”.
Il sottoscritto Avv. Mario Filomeno,domiciliato in Francavilla Fontana (BR) alla via Salvo D’Acquisto n.25 (tel.: 0831-844925; cell. 368-3952851), in qualità di Consigliere Comunale eletto nella lista “Democratici per la Costituzione”, chiede al Presidente del Consiglio Comunale di Francavilla Fontana l’inserimento dell’allegata mozione, composta di nn. 14 facciate, nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, come da disposizioni vigenti.
Alle altre Autorità in indirizzo la mozione viene trasmessa per quanto di competenza.
Certo di cortese attenzione ai contenuti dell’atto, si porgono i migliori saluti.
Avv. Mario Filomeno
MOZIONE
AI SENSI ART. 17 STATUTO COMUNALE e ART. 35 REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Il Sottoscritto Mario FILOMENO, in qualità di Consigliere Comunale eletto nella lista “Democratici per la Costituzione”,
PREMESSO CHE
-con delibera della Giunta Provinciale di Brindisi n. 213 del 26.3.1997 veniva autorizzata,ai sensi del D. Lvo 22/97 e della L.R. 17/93, la costruzione di una discarica controllata di prima categoria avente una volumetria massima di 470.000 mc e destinata al servizio dei Comuni facenti parte del bacino BR/2 (Ceglie M.ca, Erchie, Francavilla F.na, Latiano, Oria, San Michele S.no, Torre S. Susanna e Villa Castelli);
-a seguito di gara per l’affidamento in concessione della realizzazione e gestione la stessa veniva affidata,con determinazione dirigenziale n.955 del 20.07.2000, all’ATI costituita dalla Lombardi Ecologia s.n.c. (mandatario), Termomeccanica s.p.a. (mandante) ed EMAS Ambiente s.p.a. (mandante), successivamente costituite con atto notarile del 20.11.2001 in società consortile a responsabilità limitata denominata “Francavilla Ambiente” ;
-stipulato il contratto in data 7.12.2000, in data 1.3.2004 entrava in esercizio il 1° lotto realizzato;
-il secondo lotto veniva ultimato in data 20.05.2005;
-in ragione della indisponibilità della discarica di c.da Autigno in Brindisi posta a servizio del bacino BR/1, il Commissario delegato per l’emergenza ambientale con provvedimento del 19.04.2004 n. 25 disponeva che tutti i Comuni di detto bacino (ad esclusione poi di Brindisi) conferissero i propri rifiuti nella discarica gestita dalla Francavilla Ambiente. A tanto conseguiva la saturazione anticipata,rispetto ai tempi previsti nel progetto originario, della capienza volumetrica della discarica ;
-con delibera n. 282 del 13.10.2006,sulla scorta di relazione dell’Ufficio Tecnico Comunale del 28.9.2006 nonché delle sollecitazioni venute dall’Assemblea dell’Autorità di Bacino nella seduta del 03.10.2006, la Giunta Municipale,anche al fine di salvaguardare le preminenti ragioni di tutela dell’ambiente e della sanità pubblica, disponeva l’ampliamento del 2° lotto e nel contempo soprassedeva alla realizzazione di un centro di selezione e biostabilizzazione in attesa dell’individuazione di un nuovo sito sede di discarica del Bacino BR/2.
PREMESSO ANCORA CHE
-con Decreto del Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti in Puglia nr.257 del 21.12.1998 veniva approvato il progetto “Centro di Raccolta, prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata” nel territorio del Comune Francavilla Fontana indicato come bacino BR/2;
-l’art.1 - comma 3 del citato Decreto individua nel Comune di Francavilla Fontana il soggetto attuatore dell’intervento;
-sempre con Decreto Commissariale nr.333 del 21.04.1999 veniva assegnata al Comune di Francavilla Fontana la somma di £.4.229.000.000 quale soggetto attuatore;
-il finanziamento rientrava nell’ambito del P.O.P. Puglia 94/99, sotto-misura 7.3.2. e che il Comune di Francavilla, in esecuzione del citato decreto Commissariale, procedeva all’affidamento dei lavori previo pubblico incanto;
-con contratto del 14.12.1999 Rep. n. 4184 i lavori in questione vennero affidati al Consorzio Etruria Soc. Coop. a r.l. da Montelupo Fiorentino per il prezzo netto di 3.126.889.874, così come offerto in sede di gara, poi in sede di stato finale (redatto dal direttore dei lavori) risultati pari a £. 3.481.709.040=;
-i lavori, consegnati all’impresa appaltatrice in data 16.02.2000, vennero ultimati il 12.04.2001 e collaudati il 30.07.2001 dalla Commissione di Collaudo Tecnico Amministrativo all’uopo nominata con Decreto del Commissario Delegato n. 355 del 14.06.1999;
-tale impianto ad oggi non risulta mai essere entrato in funzione;
-le somme destinate all’intervento sono state di gran lunga superiori al finanziamento previsto nel decreto Commissariale 28.7.1997 (in G.U. S.O. n. 229 del 1° ottobre 1997) pari a £.1.500.000.000= ( tale ultimo importo per un impianto che prevedeva “pressa per plastica e alluminio, nastro selezionatore per carta e cartone, area stoccaggio vetro).
PREMESSO INFINE CHE
-con nota prot. n.4476/CD/R del 03.06.03 il Commissario Delegato prendeva atto della volontà manifestata dal Sindaco del Comune di Francavilla Fontana (dr. Vincenzo Della Corte), quale Presidente dell’Autorità di bacino, in ordine alla utilizzazione della discarica di servizio/soccorso, del centro di selezione e dell’adeguamento dell’impianto con la linea di biostabilizzazione, nonché della richiesta di cofinanziamento per la realizzazione delle sezioni di trattamento (selezione e biostabilizzazione);
-con la medesima nota veniva richiesto all’Autorità di gestione la presentazione del progetto definitivo delle predette linee di trattamento in conformità al disciplinare tecnico di cui al decreto commissariale n.296/02 ed alla vigente normativa di settore, corredato da ogni elemento funzionale onde accertare le condizioni di finanziabilità dello stesso;
-con nota della concessionaria Francavilla ambiente s.c.a r.l. del 29.08.03, acquisita al protocollo dell’Ufficio col n.7215/CD del 05.09.2003, veniva trasmesso il progetto della linea di selezione e biostabilizzazione;
-con nota commissariale prot. n.2135/CD del 29.03.2004 si ravvisava la necessità,in via istruttoria, di integrazioni progettuali come emerso in sede di incontro tecnico tenutosi il 25.03.2004;
-con nota prot. n.13 del 24.06.2004 della Francavilla Ambiente s.c.a r.l., acquisita al protocollo col n.4789/CD del 06.07.2004, veniva trasmesso il progetto definitivo della linea di selezione e biostabilizzazione;
-con nota prot.72 del 20.07.2004 sempre della Francavilla Ambiente s.c.a r.l., acquisita al protocollo col n.5129/CD di pari data ed in riscontro di altra nota dell’Ufficio Commissariale pro. N.4966/CD del 14.07.2004,venivano trasmessi gli ulteriori chiarimenti richiesti;
-l’Organismo Tecnico di assistenza e consulenza a supporto dell’attività commissariale di cui al decreto n.93/04, conclusivamente nelle sedute del 20.07.2004 e 03.08.2004 e sulla scorta della documentazione acquisita agli atti, esprimeva parere favorevole all’approvazione, per l’adeguamento del sistema impiantistico di base al servizio del bacino BR2 e del progetto dell’impianto di trattamento costituito da linea di selezione e biostabilizzazione, trasmesso dalla Francavilla Ambiente s.c.a r.l con la citata nota del 24.06.2003, conforme al disciplinare tecnico di cui al decreto commissariale n.296/02 ed alla vigente normativa, in testa alla discarica di servizio/soccorso di Francavilla Fontana – c.da Feudo,;
-in proposito è opportuno riportare quanto testualmente affermato nel decreto Commissariale del 26.3.2004 n. 56:
“In tale quadro (rif. agli obiettivi del piano di gestione dei rifiuti: n.d.e.), l’azione complessiva già prevista comprende tre specifiche “azioni di filiera” riguardanti, rispettivamente.
·-i materiali secchi derivanti da raccolta differenziata;
·-il rifiuto indifferenziato a valle della raccolta differenziata;
·-il materiale organico derivante dalla raccolta differenziata.
I materiali secchi derivanti da raccolta differenziata devono essere conferiti ai Centri di stoccaggio e prima lavorazione realizzati nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.95 del 03.11.1994.
Per il rifiuto indifferenziato a valle della raccolta differenziata deve, invece, essere adottata una sequenza di trattamento che, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al relativo Disciplinare incluso nel citato Decreto commissariale n.296/02 comporta la scelta tra due diverse opzioni operative effettuata in considerazione delle peculiarità geografiche e socio-economiche dell’ambito di riferimento.
La prima delle opzioni suddette comporta la biostabilizzazione primaria di tutto il rifiuto con successiva separazione/vagliatura per la produzione di una frazione umida biostabilizzata, da avviare allo smaltimento in discarica controllata, e di una frazione secca da avviare alla produzione di CDR. La scelta tecnica di operare la biostabilizzazione su tutto il rifiuto, a monte cioè della separazione secco/umido, è derivata dalla necessità di garantire:
·-una maggiore efficienza della operazione di separazione stessa;
·-un sufficiente grado di stabilizzazione anche sulla frazione secca,
e, quindi, di evitare l’insorgenza di eventuali rischi di carattere igienico-sanitario connessi alla manipolazione di materiale che , benché secco, contiene comunque componenti organiche putrescibili.
La seconda opzione comprende, oltre alla biostabilizzazione primaria di tutto il rifiuto, anche la successiva maturazione della frazione umida biostabilizzata consentendo, quindi, di ottenere, dopo una ulteriore operazione di vagliatura, una frazione organica matura da avviare al recupero/riutilizzo in operazione di bonifica, risanamento ambientale, gestione discarica, ecc.
Il sopravaglio derivante dalle operazioni di separazione/vagliatura suddette sarà costituito da una frazione combustibile che dovrà essere destinata alla produzione di CDR, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.228 del 15.10.1998.
Infine, il materiale organico derivante da raccolta differenziata dovrà trovare destinazione presso gli impianti di produzione di compost già esistenti o in realizzazione, ovvero.da realizzare, a seguito di una attenta analisi costi-benefici, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.113 del 19.01.1998”;
-tale sistema così delineato costituisce altro rispetto alla realizzazione e gestione della discarica controllata ora in funzione. Ciò che del resto si afferma esplicitamente nel ricorso presentato dalla Francavilla Ambiente avverso la delibera di G.M. 13.10.06 n. 282, definito dal TAR-Lecce con sentenza n.1649/07 per cessazione della materia del contendere con conseguente condanna del Comune al pagamento delle spese e competenze legali nella misura di € 1.000,00= oltre accessori;
-tanto si verificava in quanto la delibera n. 282 del 13.10.2006, autorizzativa del solo ampliamento del 2° lotto della discarica di via San Vito in ragione della rappresentata saturazione della capacità volumetrica entro il 31.1.2007, veniva revocata con delibera G.M. n.92 del 30.03.2007 consentendo così la ripresa dell’iter per la realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione.
CONSIDERATO CHE
-la discarica sita alla via San Vito è destinata allo smaltimento dei rifiuti “tal quali” e come tale è stata progettata e gestita;
-in tal senso rileva la circostanza della costituzione, da parte dell’Associazione Temporanea di imprese aggiudicataria della concessione per la realizzazione e gestione della medesima discarica, della società consortile “di scopo”, avente ad oggetto sociale esclusivo la realizzazione e gestione della discarica, denominata “Francavilla Ambiente”;
-l’obiettivo generale del piano dei rifiuti urbani predisposto in questi anni, successivamente alla progettazione e realizzazione della discarica controllata di Francavilla (vd. in proposito decreti Commissariali n.41 del 6.3.2001 e n. 296 del 30.9.2002 art. 7 del dispositivo), mediante la progettazione e realizzazione di un sistema impiantistico integrato per ciascun bacino di utenza è “quello della sottrazione della massime possibili quote di rifiuto urbano dal circuito del semplice smaltimento, a favore del circuito del recupero e riutilizzo, sia di materiale sia di energia, riservando allo smaltimento definitivo in discarica controllata una frazione residuale dei rifiuti non destinati ad alcuna forma di riutilizzo o di recupero, ovvero una mera funzione di soccorso per eventuali situazione contingenti di crisi o di interruzione nell’esercizio degli impianti complessi a causa di necessità manutentive ordinarie e straordinarie” (vd. decreto Commissariale n. 56 del 26.3.2004);
-sulla scorta delle emergenze e delle scarse risorse finanziarie l’Associazione Temporanea originariamente aggiudicataria,poi Francavilla Ambiente, ha ottenuto la concessione relativa alla discarica di via San Vito (illuminante in proposito il carteggio intercorso,dall’aprile 1997 e l’8.7.1997, tra il progettista Ing. Eligio Romanizzi, il Sindaco di Francavilla (dr. Della Corte) e l’Assessorato Regionale all’Ambiente ;
-successivamente otteneva l’autorizzazione per l’impianto di biostabilizzazione, unitamente all’allargamento del 2à lotto);
-suscita forti perplessità il comportamento tenuto dall’amministrazione Comunale di Francavilla con riguardo alla revoca della delibera del 13.10.2006 n. 282 ed alla gestione del contenzioso con la Francavilla Ambiente;
-elementi di dubbio conseguono anche alla mancata definizione ad oggi del procedimento arbitrale richiesto dalla medesima Francavilla Ambiente in ordine alle sanzioni comminate nell’estate 2006,pari a € 70.582,32=, a fronte di gravi inadempienze contestate e concernenti le operazioni di trattamento e stoccaggio dei rifiuti (vd. delibera G.M. n.384 del 19.12.2006), inadempienze rilevanti ai fini della procedura di decadenza prevista dall’art. 4 della convenzione del 7.12.2000;
RITENUTO CHE
-al fine di procedere nella verifica dell’intero iter procedurale per così come sin qui riferito è opportuno acquisire ogni documentazione utile depositata presso gli Uffici Comunali, Regionali, Provinciali e dell’ATO BR/2;
-all’esito della verifica potrebbe palesarsi l’opportunità di promuovere azioni nelle sedi giurisdizionali competenti, salva l’adozione di provvedimenti in autotutela;
-tali complesse attività,come facilmente intuibile, non possono essere garantite nei tempi ristretti richiesti da un singolo consigliere o gruppi politici o Comitati le cui funzioni fra l’altro incontrano limiti e disagi non di poco conto sia con riguardo all’acquisizione di atti ed informazioni sia con riferimento all’esercizio di azioni legali;
-in proposito va rammentato l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che non riconosce la legittimazione ad agire in capo ai consiglieri comunali se non in caso di “vulnus” delle loro prerogative (fra tutte Consiglio di Stato sentenza n. 826 del 19.02.2007);
-altrettanto è da dire dei limiti, delle condizioni e presupposti richiesti in ordine all’azione esercitata da Associazioni e Comitati locali presenti sul territorio o costituiti per la tutela di interessi diffusi e obiettivi specifici (vd. sentenza Cons. di Stato n. 3191 del 14.06.2007: causa Ecolevante – Comitato Vigiliamo per la discarica di Grottaglie);
-anche l’azione popolare prevista dall’art. 9 del Testo Unico degli Enti locali viene definita in sede giurisprudenziale “quale azione eccezionale esercitata da soggetto diverso da quello che è titolare della situazione sostanziale tutelata e non può trasformarsi in un’azione di tipo correttivo”. (T.A.R. Emilia Romagna-Bologna sentenza n. 1618 del 6.7.2007; Cons. di Stato n.5043 dell’8.9.2003).
In sintesi: le scelte dall’Amministrazione Comunale di costituirsi nei giudizi promossi dalla Francavilla Ambiente, anche in relazione all’impianto di biostabilizzazione e definita con la revoca della deliberazione del 13.10.2006, non consentono l’esercizio di tale azione.
Del pari la costituzione nel giudizio promosso da un privato, proprietario di un immobile contiguo alla discarica, che ha inteso far valere il diritto alla salute personale ed alla salubrità dell’ambiente nonché sanzionare eventuali pregiudizi conseguenti al possibile decremento del valore dell’immobile, impedisce di effettuare anche un intervento cosiddetto “ad adiuvandum” (vd. delibera G.M. n. 59 del 28.02.2007);
-pertanto residuerebbe la sola azione penale che spetta all’Autorità giudiziaria competente, in presenza di elementi a tal fine rilevanti ed ove,è ovvio, vi sia la volontà di procedere;
-la vicenda del Rigassificatore di Brindisi è esemplare in quanto,duole sottolinearlo, si è rivelata insufficiente la pur meritoria azione costante di sensibilizzazione, di pungolo e di denuncia di comitati per la tutela dell’Ambiente e/o di singoli amministratori locali.
E ciò a causa di una fitta rete di interessi e di complicità che, a vari livelli, pare abbia contribuito a rendere “impenetrabile” e apparentemente legittima tutto l’iter procedurale. Solo un’indagine condotta,mediante l’acquisizione e comparazione di atti e documenti depositati e dispersi (!) tra gli innumerevoli Uffici competenti, ha reso possibile dopo anni l’adozione al momento del provvedimento di sospensione da parte del Ministero delle Attività produttive;
-pur tuttavia,e per quanto compete in sede amministrativa e politica, è assolutamente necessario stimolare e sollecitare gli Enti locali interessati, i rappresentanti Istituzionali e l’ATO BR/2 perché si faccia piena luce su quanto sin qui verificatosi. Ciò,quanto meno, per rassicurare i cittadini circa la regolarità, legittimità e correttezza dell’operato della Pubblica Amministrazione.
RITENUTO E CONSIDERATO CHE
-il diritto dei cittadini alla salute ed alla salubrità dell’ambiente e la tutela del territorio costituiscono obiettivi fondamentali di una sana Amministrazione;
-tali diritti rischiano di essere pregiudicati dalla carenza o insufficienza o inidoneità dei controlli e delle verifiche in ordine alla corretta osservanza degli standards e obblighi previsti dalla legge nella realizzazione e gestione di impianti di smaltimento;
-in caso di inerzia e/o di colpevoli omissioni potrebbero aggravarsi per la popolazione di Francavilla le condizioni ambientali già rese “problematiche” dalla presenza e concentrazione sul territorio ed al confine con Francavilla di altre fonti di possibili inquinamento: discariche abusive di ogni genere di materiale; discariche di materiale nocivo e pericoloso; installazione diffusa su proprietà private di impianti di telecomunicazioni e telefonie; sottostazione ferroviaria; traffico …;
-non può sottacersi la circostanza che solo in questi mesi è stata attivata la procedura volta ad accertare lo stato del sottosuolo nell’area per anni,precedenti all’emanazione di disposizioni più prescrittive circa la gestione delle discariche, destinata allo smaltimento dei rifiuti (vd. “caratterizzazione” c.da Matroccolo, contigua alla discarica gestita dalla Francavilla Ambiente, sito non più utilizzato dai primi anni ’90) (determina n. 1041 del 31.7.2007 Indice generale: nomina direttore dei lavori);
-i progettisti della discarica controllata, a suo tempo, nella relazione di impatto ambientale attestavano: “è stata altresì verificata la compatibilità tra il progetto proposto e il Piano Regolatore Generale (rectius: P.d.F., n.d.e.) della città di Francavilla Fontana,infatti, la zona in questione è tipizzata come zona agricola e a tale destinazione sembra vocata in successivi strumenti urbanistici”.
Ma anche tale circostanza risulta smentita dal momento che negli ultimi anni a poca distanza sono insorti insediamenti produttivi (zona S.I.S.R.I.) e recentemente è stato approvato il piano commerciale per le medie strutture di vendita con la previsione,anche se non precisata la esatta allocazione, di insediamenti sull’asse San Vito.
RILEVATO CHE
-le palesate emergenze ambientali nonché la scarsità delle risorse finanziarie necessarie a farvi fronte non possono favorire interessi sia pur legittimi a discapito di diritti costituzionalmente riconosciuti (alla salute, alla integrità del territorio, alla trasparenza dell’azione amministrativa..);
-nel caso concreto una situazione di fatto (la concessione relativa alla realizzazione e gestione della discarica di via San Vito) rischia di “legittimare” l’adozione e attivazione di atti e procedure quanto meno degne di approfondimento;
-infatti la Francavilla Ambiente,tramite l’ottenimento della prima concessione, è stata autorizzata a realizzare l’impianto di biostabilizzazione sul presupposto della presunta esistenza in Francavilla di una discarica di servizio/soccorso (vd. decreto Commissariale n. 158 del 20.09.2004);
-sempre l’emergenza, costituita dall’imminente esaurimento della discarica (ma come è stata verificata tale circostanza?) ha ulteriormente condizionato la scelta di realizzare l’impianto di biostabilizzazione procedendo alla revoca della delibera n.n. 282 del 13.10.2006,con delibera n. 92 del 30.03.2007, e sul presupposto ulteriore di una possibile responsabilità riveniente dalla perdita dei finanziamenti previsti (vd. anche nota a firma Sindaco di Oria e Presidente ATO BR/2 dell1.3.2007 prot. n. 71; con altra missiva datata 8.2.2007 n. 45 prot., sempre il Sindaco Ferretti, sollecitava,fra gli altri, il Sindaco di Francavilla, perché garantisse “ i diritti acquisiti dalla Francavilla Ambiente nel suo agire come soggetto economico”);
-contrariamente a quanto affermato nell’interesse della medesima Francavilla Ambiente (vd. ricorso avverso la delibera n.01 dell’8.2.2007 dell’ATO BR/2 e delibera di presa d’atto G.M. n. 168 del 29.05.2007: di aggiornamento della tariffa di conferimento R.S.U. in discarica) circa la natura di società consortile “di scopo” (oggetto esclusivo: realizzazione e gestione discarica di via San Vito in Francavilla F.na), inspiegabilmente la Francavilla Ambiente risulta destinataria di altre possibili concessioni escluse dall’oggetto sociale originario;
-oltre all’impianto di biostabilizzazione, la Francavilla Ambiente ha individuato altro sito nelle immediate vicinanze della discarica in esercizio ove realizzare altra discarica, evidentemente di servizio/soccorso come richiesto dalle disposizioni in tema di sistema integrato dei rifiuti (vd. missiva datata 12.03.2007 e pervenuta al Comune in data 14.3.2007 prot. n. 9519);
-attraverso tutta questa serie di atti Francavilla rischia ormai di vedersi allocata altra discarica,a servizio dell’impianto complesso come configurato dalla normativa vigente, e senza che a monte vi sia stata una gara di evidenza pubblica che non concerne evidentemente solo i 7 milioni di euro previsti per la realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione;
-tanto è avvenuto in virtù di alcune modifiche statutarie (quanto legittime stante anche la natura consortile costituita per il suo originario scopo?) intervenute successivamente all’ottenimento della concessione per la discarica di Francavilla;
-infatti,prima dell’istanza presentata alla Regione Puglia nel giugno 2003 volta all’ottenimento dell’approvazione del progetto di adeguamento dell’impianto esistente e della realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione, l’oggetto sociale,come si evince dalle risultanze camerali, veniva integrato nel modo che segue: “nell’ambito della suddetta concessione con il Comune di Francavilla Fontana (BR) la società potrà inoltre svolgere la raccolta, il trasporto, lo smaltimento, il riciclaggio e la lavorazione di ogni tipo di rifiuto urbano e differenziato non pericoloso ….. costruzione e gestione di impianti di selezione di R.S.U., di biostabilizzazione e di produzione di C.D.R…..”;
-il contratto stipulato il 07.12.2000 con il Comune di Francavilla non solo escludeva espressamente la raccolta dei rifiuti ma si limitava solo e soltanto a disciplinare la realizzazione e gestione della discarica per lo smaltimento dei rifiuti “tal quali”.
**** ****
Per quanto sin qui espresso, ove dovessero emergere elementi tali da inficiare l’intera procedura di realizzazione dell’impianto complesso, coltivata per fasi ed in tempi che suscitano dubbi notevoli (procedura,fra l’altro, soggetta alla V.I.A.: vd. determina Dirigente Settore Ecologia – Regione Puglia n. 18 del 17.01.2007 in B.U.R. n. 27 del 21.02.2007: realizzazione impianto complesso Bacino BA/4), non si intuirebbero le ragioni di una ulteriore penalizzazione per i cittadini ed il territorio di Francavilla.
Tutto ciò premesso, considerato, accertato e rilevato, il sottoscritto Consigliere Comunale
INVITA ED IMPEGNA
il Sindaco, la Giunta Comunale, il Segretario Generale, i Dirigenti preposti ed il medesimo Consiglio Comunale, ciascuno secondo le competenze di legge, a
1)-ad adottare ed assumere,sollecitando all’uopo e per quanto di loro competenza l’ATO ed i suoi rappresentanti pro-tempore nonché l’Assessorato Regionale all’Ambiente ed il Presidente della Regione quale Commissario delegato per le eventuali funzioni residuate nonché ancora il Presidente della Provincia, ogni atto ed intervento utile ai fini della immediata sospensione dell’iter procedurale avente ad oggetto l’affidamento,in concessione, della realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione e di realizzazione di una nuova discarica in Francavilla in favore della società Francavilla Ambiente. Tanto in attesa degli esiti degli accertamenti di cui al punto 2) e 3);
2)-invitare ed impegnare il Presidente della Provincia di Brindisi,in virtù dei poteri conferiti dalla legge e delle funzioni delegate in materia nonché tutte le Istituzioni coinvolte nell’iter procedurale intrapreso, a procedere con urgenza nella ricognizione e ricostruzione dell’intero iter procedurale che ha determinato l’insediamento della discarica controllata di prima categoria con riferimento particolare alla sua realizzazione e adeguamento secondo la normativa vigente, alla gestione ed ai controlli e verifiche previste dalla convenzione stipulata con il Comune di Francavilla e dalle disposizioni in materia. Tali accertamenti estesi anche alla realizzazione del centro raccolta e prima lavorazione del materiale riveniente dalla raccolta differenziata collaudato e non attivato;
3)-procedere,sempre con urgenza e nel coinvolgimento delle Autorità Istituzionali menzionate, nella verifica dell’iter procedurale che ha consentito le autorizzazioni e approvazioni in favore della Francavilla Ambiente dei progetti di adeguamento/allargamento della discarica esistente in via San Vito (cd. “ottimizzazione”), la realizzazione e gestione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione nonché della eventuale realizzazione di altra discarica di servizio/soccorso in altro sito adiacente alla discarica in servizio e quella di c.da Matroccolo oggetto del servizio di “caratterizzazione”;
4)-nel contempo,in ossequio ai principi di trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa nella specie finalizzati alla tutela del diritto alla salute ed alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, dare incarico a professionisti di provata e alta esperienza e competenza tecnico-giuridica acchè,previa ricognizione dell’intero iter progettuale e gestionale, accertino alla luce delle pattuizioni contrattuali intercorse con la Francavilla Ambiente e delle disposizioni di legge in materia la conformità dell’opera, la corretta e puntuale osservanza delle obbligazioni di legge e contrattuali come in premessa esplicitate.
Inoltre verificare ed accertare la legittimità e correttezza degli ulteriori comportamenti posti in essere dalla Francavilla Ambiente in relazione alla vicenda dell’insediamento nel territorio di Francavilla dell’impianto cosiddetto “complesso” (selezione e biostabilizzazione, nuova discarica).
All’esito, e comunque entro e non oltre 3 mesi dall’incarico, gli stessi riferiscano in Consiglio Comunale in ordine alla natura degli accertamenti svolti, ad eventuali inadempienze emerse ed in tal caso i rimedi e le azioni da intraprendere.
Francavilla Fontana, lì 27.09.2007
Mario FILOMENO
AI SENSI ART. 17 STATUTO COMUNALE e ART. 35 REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Il Sottoscritto Mario FILOMENO, in qualità di Consigliere Comunale eletto nella lista “Democratici per la Costituzione”,
PREMESSO CHE
-con delibera della Giunta Provinciale di Brindisi n. 213 del 26.3.1997 veniva autorizzata,ai sensi del D. Lvo 22/97 e della L.R. 17/93, la costruzione di una discarica controllata di prima categoria avente una volumetria massima di 470.000 mc e destinata al servizio dei Comuni facenti parte del bacino BR/2 (Ceglie M.ca, Erchie, Francavilla F.na, Latiano, Oria, San Michele S.no, Torre S. Susanna e Villa Castelli);
-a seguito di gara per l’affidamento in concessione della realizzazione e gestione la stessa veniva affidata,con determinazione dirigenziale n.955 del 20.07.2000, all’ATI costituita dalla Lombardi Ecologia s.n.c. (mandatario), Termomeccanica s.p.a. (mandante) ed EMAS Ambiente s.p.a. (mandante), successivamente costituite con atto notarile del 20.11.2001 in società consortile a responsabilità limitata denominata “Francavilla Ambiente” ;
-stipulato il contratto in data 7.12.2000, in data 1.3.2004 entrava in esercizio il 1° lotto realizzato;
-il secondo lotto veniva ultimato in data 20.05.2005;
-in ragione della indisponibilità della discarica di c.da Autigno in Brindisi posta a servizio del bacino BR/1, il Commissario delegato per l’emergenza ambientale con provvedimento del 19.04.2004 n. 25 disponeva che tutti i Comuni di detto bacino (ad esclusione poi di Brindisi) conferissero i propri rifiuti nella discarica gestita dalla Francavilla Ambiente. A tanto conseguiva la saturazione anticipata,rispetto ai tempi previsti nel progetto originario, della capienza volumetrica della discarica ;
-con delibera n. 282 del 13.10.2006,sulla scorta di relazione dell’Ufficio Tecnico Comunale del 28.9.2006 nonché delle sollecitazioni venute dall’Assemblea dell’Autorità di Bacino nella seduta del 03.10.2006, la Giunta Municipale,anche al fine di salvaguardare le preminenti ragioni di tutela dell’ambiente e della sanità pubblica, disponeva l’ampliamento del 2° lotto e nel contempo soprassedeva alla realizzazione di un centro di selezione e biostabilizzazione in attesa dell’individuazione di un nuovo sito sede di discarica del Bacino BR/2.
PREMESSO ANCORA CHE
-con Decreto del Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti in Puglia nr.257 del 21.12.1998 veniva approvato il progetto “Centro di Raccolta, prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata” nel territorio del Comune Francavilla Fontana indicato come bacino BR/2;
-l’art.1 - comma 3 del citato Decreto individua nel Comune di Francavilla Fontana il soggetto attuatore dell’intervento;
-sempre con Decreto Commissariale nr.333 del 21.04.1999 veniva assegnata al Comune di Francavilla Fontana la somma di £.4.229.000.000 quale soggetto attuatore;
-il finanziamento rientrava nell’ambito del P.O.P. Puglia 94/99, sotto-misura 7.3.2. e che il Comune di Francavilla, in esecuzione del citato decreto Commissariale, procedeva all’affidamento dei lavori previo pubblico incanto;
-con contratto del 14.12.1999 Rep. n. 4184 i lavori in questione vennero affidati al Consorzio Etruria Soc. Coop. a r.l. da Montelupo Fiorentino per il prezzo netto di 3.126.889.874, così come offerto in sede di gara, poi in sede di stato finale (redatto dal direttore dei lavori) risultati pari a £. 3.481.709.040=;
-i lavori, consegnati all’impresa appaltatrice in data 16.02.2000, vennero ultimati il 12.04.2001 e collaudati il 30.07.2001 dalla Commissione di Collaudo Tecnico Amministrativo all’uopo nominata con Decreto del Commissario Delegato n. 355 del 14.06.1999;
-tale impianto ad oggi non risulta mai essere entrato in funzione;
-le somme destinate all’intervento sono state di gran lunga superiori al finanziamento previsto nel decreto Commissariale 28.7.1997 (in G.U. S.O. n. 229 del 1° ottobre 1997) pari a £.1.500.000.000= ( tale ultimo importo per un impianto che prevedeva “pressa per plastica e alluminio, nastro selezionatore per carta e cartone, area stoccaggio vetro).
PREMESSO INFINE CHE
-con nota prot. n.4476/CD/R del 03.06.03 il Commissario Delegato prendeva atto della volontà manifestata dal Sindaco del Comune di Francavilla Fontana (dr. Vincenzo Della Corte), quale Presidente dell’Autorità di bacino, in ordine alla utilizzazione della discarica di servizio/soccorso, del centro di selezione e dell’adeguamento dell’impianto con la linea di biostabilizzazione, nonché della richiesta di cofinanziamento per la realizzazione delle sezioni di trattamento (selezione e biostabilizzazione);
-con la medesima nota veniva richiesto all’Autorità di gestione la presentazione del progetto definitivo delle predette linee di trattamento in conformità al disciplinare tecnico di cui al decreto commissariale n.296/02 ed alla vigente normativa di settore, corredato da ogni elemento funzionale onde accertare le condizioni di finanziabilità dello stesso;
-con nota della concessionaria Francavilla ambiente s.c.a r.l. del 29.08.03, acquisita al protocollo dell’Ufficio col n.7215/CD del 05.09.2003, veniva trasmesso il progetto della linea di selezione e biostabilizzazione;
-con nota commissariale prot. n.2135/CD del 29.03.2004 si ravvisava la necessità,in via istruttoria, di integrazioni progettuali come emerso in sede di incontro tecnico tenutosi il 25.03.2004;
-con nota prot. n.13 del 24.06.2004 della Francavilla Ambiente s.c.a r.l., acquisita al protocollo col n.4789/CD del 06.07.2004, veniva trasmesso il progetto definitivo della linea di selezione e biostabilizzazione;
-con nota prot.72 del 20.07.2004 sempre della Francavilla Ambiente s.c.a r.l., acquisita al protocollo col n.5129/CD di pari data ed in riscontro di altra nota dell’Ufficio Commissariale pro. N.4966/CD del 14.07.2004,venivano trasmessi gli ulteriori chiarimenti richiesti;
-l’Organismo Tecnico di assistenza e consulenza a supporto dell’attività commissariale di cui al decreto n.93/04, conclusivamente nelle sedute del 20.07.2004 e 03.08.2004 e sulla scorta della documentazione acquisita agli atti, esprimeva parere favorevole all’approvazione, per l’adeguamento del sistema impiantistico di base al servizio del bacino BR2 e del progetto dell’impianto di trattamento costituito da linea di selezione e biostabilizzazione, trasmesso dalla Francavilla Ambiente s.c.a r.l con la citata nota del 24.06.2003, conforme al disciplinare tecnico di cui al decreto commissariale n.296/02 ed alla vigente normativa, in testa alla discarica di servizio/soccorso di Francavilla Fontana – c.da Feudo,;
-in proposito è opportuno riportare quanto testualmente affermato nel decreto Commissariale del 26.3.2004 n. 56:
“In tale quadro (rif. agli obiettivi del piano di gestione dei rifiuti: n.d.e.), l’azione complessiva già prevista comprende tre specifiche “azioni di filiera” riguardanti, rispettivamente.
·-i materiali secchi derivanti da raccolta differenziata;
·-il rifiuto indifferenziato a valle della raccolta differenziata;
·-il materiale organico derivante dalla raccolta differenziata.
I materiali secchi derivanti da raccolta differenziata devono essere conferiti ai Centri di stoccaggio e prima lavorazione realizzati nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.95 del 03.11.1994.
Per il rifiuto indifferenziato a valle della raccolta differenziata deve, invece, essere adottata una sequenza di trattamento che, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al relativo Disciplinare incluso nel citato Decreto commissariale n.296/02 comporta la scelta tra due diverse opzioni operative effettuata in considerazione delle peculiarità geografiche e socio-economiche dell’ambito di riferimento.
La prima delle opzioni suddette comporta la biostabilizzazione primaria di tutto il rifiuto con successiva separazione/vagliatura per la produzione di una frazione umida biostabilizzata, da avviare allo smaltimento in discarica controllata, e di una frazione secca da avviare alla produzione di CDR. La scelta tecnica di operare la biostabilizzazione su tutto il rifiuto, a monte cioè della separazione secco/umido, è derivata dalla necessità di garantire:
·-una maggiore efficienza della operazione di separazione stessa;
·-un sufficiente grado di stabilizzazione anche sulla frazione secca,
e, quindi, di evitare l’insorgenza di eventuali rischi di carattere igienico-sanitario connessi alla manipolazione di materiale che , benché secco, contiene comunque componenti organiche putrescibili.
La seconda opzione comprende, oltre alla biostabilizzazione primaria di tutto il rifiuto, anche la successiva maturazione della frazione umida biostabilizzata consentendo, quindi, di ottenere, dopo una ulteriore operazione di vagliatura, una frazione organica matura da avviare al recupero/riutilizzo in operazione di bonifica, risanamento ambientale, gestione discarica, ecc.
Il sopravaglio derivante dalle operazioni di separazione/vagliatura suddette sarà costituito da una frazione combustibile che dovrà essere destinata alla produzione di CDR, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.228 del 15.10.1998.
Infine, il materiale organico derivante da raccolta differenziata dovrà trovare destinazione presso gli impianti di produzione di compost già esistenti o in realizzazione, ovvero.da realizzare, a seguito di una attenta analisi costi-benefici, nel rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al Disciplinare approvato con Decreto commissariale n.113 del 19.01.1998”;
-tale sistema così delineato costituisce altro rispetto alla realizzazione e gestione della discarica controllata ora in funzione. Ciò che del resto si afferma esplicitamente nel ricorso presentato dalla Francavilla Ambiente avverso la delibera di G.M. 13.10.06 n. 282, definito dal TAR-Lecce con sentenza n.1649/07 per cessazione della materia del contendere con conseguente condanna del Comune al pagamento delle spese e competenze legali nella misura di € 1.000,00= oltre accessori;
-tanto si verificava in quanto la delibera n. 282 del 13.10.2006, autorizzativa del solo ampliamento del 2° lotto della discarica di via San Vito in ragione della rappresentata saturazione della capacità volumetrica entro il 31.1.2007, veniva revocata con delibera G.M. n.92 del 30.03.2007 consentendo così la ripresa dell’iter per la realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione.
CONSIDERATO CHE
-la discarica sita alla via San Vito è destinata allo smaltimento dei rifiuti “tal quali” e come tale è stata progettata e gestita;
-in tal senso rileva la circostanza della costituzione, da parte dell’Associazione Temporanea di imprese aggiudicataria della concessione per la realizzazione e gestione della medesima discarica, della società consortile “di scopo”, avente ad oggetto sociale esclusivo la realizzazione e gestione della discarica, denominata “Francavilla Ambiente”;
-l’obiettivo generale del piano dei rifiuti urbani predisposto in questi anni, successivamente alla progettazione e realizzazione della discarica controllata di Francavilla (vd. in proposito decreti Commissariali n.41 del 6.3.2001 e n. 296 del 30.9.2002 art. 7 del dispositivo), mediante la progettazione e realizzazione di un sistema impiantistico integrato per ciascun bacino di utenza è “quello della sottrazione della massime possibili quote di rifiuto urbano dal circuito del semplice smaltimento, a favore del circuito del recupero e riutilizzo, sia di materiale sia di energia, riservando allo smaltimento definitivo in discarica controllata una frazione residuale dei rifiuti non destinati ad alcuna forma di riutilizzo o di recupero, ovvero una mera funzione di soccorso per eventuali situazione contingenti di crisi o di interruzione nell’esercizio degli impianti complessi a causa di necessità manutentive ordinarie e straordinarie” (vd. decreto Commissariale n. 56 del 26.3.2004);
-sulla scorta delle emergenze e delle scarse risorse finanziarie l’Associazione Temporanea originariamente aggiudicataria,poi Francavilla Ambiente, ha ottenuto la concessione relativa alla discarica di via San Vito (illuminante in proposito il carteggio intercorso,dall’aprile 1997 e l’8.7.1997, tra il progettista Ing. Eligio Romanizzi, il Sindaco di Francavilla (dr. Della Corte) e l’Assessorato Regionale all’Ambiente ;
-successivamente otteneva l’autorizzazione per l’impianto di biostabilizzazione, unitamente all’allargamento del 2à lotto);
-suscita forti perplessità il comportamento tenuto dall’amministrazione Comunale di Francavilla con riguardo alla revoca della delibera del 13.10.2006 n. 282 ed alla gestione del contenzioso con la Francavilla Ambiente;
-elementi di dubbio conseguono anche alla mancata definizione ad oggi del procedimento arbitrale richiesto dalla medesima Francavilla Ambiente in ordine alle sanzioni comminate nell’estate 2006,pari a € 70.582,32=, a fronte di gravi inadempienze contestate e concernenti le operazioni di trattamento e stoccaggio dei rifiuti (vd. delibera G.M. n.384 del 19.12.2006), inadempienze rilevanti ai fini della procedura di decadenza prevista dall’art. 4 della convenzione del 7.12.2000;
RITENUTO CHE
-al fine di procedere nella verifica dell’intero iter procedurale per così come sin qui riferito è opportuno acquisire ogni documentazione utile depositata presso gli Uffici Comunali, Regionali, Provinciali e dell’ATO BR/2;
-all’esito della verifica potrebbe palesarsi l’opportunità di promuovere azioni nelle sedi giurisdizionali competenti, salva l’adozione di provvedimenti in autotutela;
-tali complesse attività,come facilmente intuibile, non possono essere garantite nei tempi ristretti richiesti da un singolo consigliere o gruppi politici o Comitati le cui funzioni fra l’altro incontrano limiti e disagi non di poco conto sia con riguardo all’acquisizione di atti ed informazioni sia con riferimento all’esercizio di azioni legali;
-in proposito va rammentato l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato che non riconosce la legittimazione ad agire in capo ai consiglieri comunali se non in caso di “vulnus” delle loro prerogative (fra tutte Consiglio di Stato sentenza n. 826 del 19.02.2007);
-altrettanto è da dire dei limiti, delle condizioni e presupposti richiesti in ordine all’azione esercitata da Associazioni e Comitati locali presenti sul territorio o costituiti per la tutela di interessi diffusi e obiettivi specifici (vd. sentenza Cons. di Stato n. 3191 del 14.06.2007: causa Ecolevante – Comitato Vigiliamo per la discarica di Grottaglie);
-anche l’azione popolare prevista dall’art. 9 del Testo Unico degli Enti locali viene definita in sede giurisprudenziale “quale azione eccezionale esercitata da soggetto diverso da quello che è titolare della situazione sostanziale tutelata e non può trasformarsi in un’azione di tipo correttivo”. (T.A.R. Emilia Romagna-Bologna sentenza n. 1618 del 6.7.2007; Cons. di Stato n.5043 dell’8.9.2003).
In sintesi: le scelte dall’Amministrazione Comunale di costituirsi nei giudizi promossi dalla Francavilla Ambiente, anche in relazione all’impianto di biostabilizzazione e definita con la revoca della deliberazione del 13.10.2006, non consentono l’esercizio di tale azione.
Del pari la costituzione nel giudizio promosso da un privato, proprietario di un immobile contiguo alla discarica, che ha inteso far valere il diritto alla salute personale ed alla salubrità dell’ambiente nonché sanzionare eventuali pregiudizi conseguenti al possibile decremento del valore dell’immobile, impedisce di effettuare anche un intervento cosiddetto “ad adiuvandum” (vd. delibera G.M. n. 59 del 28.02.2007);
-pertanto residuerebbe la sola azione penale che spetta all’Autorità giudiziaria competente, in presenza di elementi a tal fine rilevanti ed ove,è ovvio, vi sia la volontà di procedere;
-la vicenda del Rigassificatore di Brindisi è esemplare in quanto,duole sottolinearlo, si è rivelata insufficiente la pur meritoria azione costante di sensibilizzazione, di pungolo e di denuncia di comitati per la tutela dell’Ambiente e/o di singoli amministratori locali.
E ciò a causa di una fitta rete di interessi e di complicità che, a vari livelli, pare abbia contribuito a rendere “impenetrabile” e apparentemente legittima tutto l’iter procedurale. Solo un’indagine condotta,mediante l’acquisizione e comparazione di atti e documenti depositati e dispersi (!) tra gli innumerevoli Uffici competenti, ha reso possibile dopo anni l’adozione al momento del provvedimento di sospensione da parte del Ministero delle Attività produttive;
-pur tuttavia,e per quanto compete in sede amministrativa e politica, è assolutamente necessario stimolare e sollecitare gli Enti locali interessati, i rappresentanti Istituzionali e l’ATO BR/2 perché si faccia piena luce su quanto sin qui verificatosi. Ciò,quanto meno, per rassicurare i cittadini circa la regolarità, legittimità e correttezza dell’operato della Pubblica Amministrazione.
RITENUTO E CONSIDERATO CHE
-il diritto dei cittadini alla salute ed alla salubrità dell’ambiente e la tutela del territorio costituiscono obiettivi fondamentali di una sana Amministrazione;
-tali diritti rischiano di essere pregiudicati dalla carenza o insufficienza o inidoneità dei controlli e delle verifiche in ordine alla corretta osservanza degli standards e obblighi previsti dalla legge nella realizzazione e gestione di impianti di smaltimento;
-in caso di inerzia e/o di colpevoli omissioni potrebbero aggravarsi per la popolazione di Francavilla le condizioni ambientali già rese “problematiche” dalla presenza e concentrazione sul territorio ed al confine con Francavilla di altre fonti di possibili inquinamento: discariche abusive di ogni genere di materiale; discariche di materiale nocivo e pericoloso; installazione diffusa su proprietà private di impianti di telecomunicazioni e telefonie; sottostazione ferroviaria; traffico …;
-non può sottacersi la circostanza che solo in questi mesi è stata attivata la procedura volta ad accertare lo stato del sottosuolo nell’area per anni,precedenti all’emanazione di disposizioni più prescrittive circa la gestione delle discariche, destinata allo smaltimento dei rifiuti (vd. “caratterizzazione” c.da Matroccolo, contigua alla discarica gestita dalla Francavilla Ambiente, sito non più utilizzato dai primi anni ’90) (determina n. 1041 del 31.7.2007 Indice generale: nomina direttore dei lavori);
-i progettisti della discarica controllata, a suo tempo, nella relazione di impatto ambientale attestavano: “è stata altresì verificata la compatibilità tra il progetto proposto e il Piano Regolatore Generale (rectius: P.d.F., n.d.e.) della città di Francavilla Fontana,infatti, la zona in questione è tipizzata come zona agricola e a tale destinazione sembra vocata in successivi strumenti urbanistici”.
Ma anche tale circostanza risulta smentita dal momento che negli ultimi anni a poca distanza sono insorti insediamenti produttivi (zona S.I.S.R.I.) e recentemente è stato approvato il piano commerciale per le medie strutture di vendita con la previsione,anche se non precisata la esatta allocazione, di insediamenti sull’asse San Vito.
RILEVATO CHE
-le palesate emergenze ambientali nonché la scarsità delle risorse finanziarie necessarie a farvi fronte non possono favorire interessi sia pur legittimi a discapito di diritti costituzionalmente riconosciuti (alla salute, alla integrità del territorio, alla trasparenza dell’azione amministrativa..);
-nel caso concreto una situazione di fatto (la concessione relativa alla realizzazione e gestione della discarica di via San Vito) rischia di “legittimare” l’adozione e attivazione di atti e procedure quanto meno degne di approfondimento;
-infatti la Francavilla Ambiente,tramite l’ottenimento della prima concessione, è stata autorizzata a realizzare l’impianto di biostabilizzazione sul presupposto della presunta esistenza in Francavilla di una discarica di servizio/soccorso (vd. decreto Commissariale n. 158 del 20.09.2004);
-sempre l’emergenza, costituita dall’imminente esaurimento della discarica (ma come è stata verificata tale circostanza?) ha ulteriormente condizionato la scelta di realizzare l’impianto di biostabilizzazione procedendo alla revoca della delibera n.n. 282 del 13.10.2006,con delibera n. 92 del 30.03.2007, e sul presupposto ulteriore di una possibile responsabilità riveniente dalla perdita dei finanziamenti previsti (vd. anche nota a firma Sindaco di Oria e Presidente ATO BR/2 dell1.3.2007 prot. n. 71; con altra missiva datata 8.2.2007 n. 45 prot., sempre il Sindaco Ferretti, sollecitava,fra gli altri, il Sindaco di Francavilla, perché garantisse “ i diritti acquisiti dalla Francavilla Ambiente nel suo agire come soggetto economico”);
-contrariamente a quanto affermato nell’interesse della medesima Francavilla Ambiente (vd. ricorso avverso la delibera n.01 dell’8.2.2007 dell’ATO BR/2 e delibera di presa d’atto G.M. n. 168 del 29.05.2007: di aggiornamento della tariffa di conferimento R.S.U. in discarica) circa la natura di società consortile “di scopo” (oggetto esclusivo: realizzazione e gestione discarica di via San Vito in Francavilla F.na), inspiegabilmente la Francavilla Ambiente risulta destinataria di altre possibili concessioni escluse dall’oggetto sociale originario;
-oltre all’impianto di biostabilizzazione, la Francavilla Ambiente ha individuato altro sito nelle immediate vicinanze della discarica in esercizio ove realizzare altra discarica, evidentemente di servizio/soccorso come richiesto dalle disposizioni in tema di sistema integrato dei rifiuti (vd. missiva datata 12.03.2007 e pervenuta al Comune in data 14.3.2007 prot. n. 9519);
-attraverso tutta questa serie di atti Francavilla rischia ormai di vedersi allocata altra discarica,a servizio dell’impianto complesso come configurato dalla normativa vigente, e senza che a monte vi sia stata una gara di evidenza pubblica che non concerne evidentemente solo i 7 milioni di euro previsti per la realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione;
-tanto è avvenuto in virtù di alcune modifiche statutarie (quanto legittime stante anche la natura consortile costituita per il suo originario scopo?) intervenute successivamente all’ottenimento della concessione per la discarica di Francavilla;
-infatti,prima dell’istanza presentata alla Regione Puglia nel giugno 2003 volta all’ottenimento dell’approvazione del progetto di adeguamento dell’impianto esistente e della realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione, l’oggetto sociale,come si evince dalle risultanze camerali, veniva integrato nel modo che segue: “nell’ambito della suddetta concessione con il Comune di Francavilla Fontana (BR) la società potrà inoltre svolgere la raccolta, il trasporto, lo smaltimento, il riciclaggio e la lavorazione di ogni tipo di rifiuto urbano e differenziato non pericoloso ….. costruzione e gestione di impianti di selezione di R.S.U., di biostabilizzazione e di produzione di C.D.R…..”;
-il contratto stipulato il 07.12.2000 con il Comune di Francavilla non solo escludeva espressamente la raccolta dei rifiuti ma si limitava solo e soltanto a disciplinare la realizzazione e gestione della discarica per lo smaltimento dei rifiuti “tal quali”.
**** ****
Per quanto sin qui espresso, ove dovessero emergere elementi tali da inficiare l’intera procedura di realizzazione dell’impianto complesso, coltivata per fasi ed in tempi che suscitano dubbi notevoli (procedura,fra l’altro, soggetta alla V.I.A.: vd. determina Dirigente Settore Ecologia – Regione Puglia n. 18 del 17.01.2007 in B.U.R. n. 27 del 21.02.2007: realizzazione impianto complesso Bacino BA/4), non si intuirebbero le ragioni di una ulteriore penalizzazione per i cittadini ed il territorio di Francavilla.
Tutto ciò premesso, considerato, accertato e rilevato, il sottoscritto Consigliere Comunale
INVITA ED IMPEGNA
il Sindaco, la Giunta Comunale, il Segretario Generale, i Dirigenti preposti ed il medesimo Consiglio Comunale, ciascuno secondo le competenze di legge, a
1)-ad adottare ed assumere,sollecitando all’uopo e per quanto di loro competenza l’ATO ed i suoi rappresentanti pro-tempore nonché l’Assessorato Regionale all’Ambiente ed il Presidente della Regione quale Commissario delegato per le eventuali funzioni residuate nonché ancora il Presidente della Provincia, ogni atto ed intervento utile ai fini della immediata sospensione dell’iter procedurale avente ad oggetto l’affidamento,in concessione, della realizzazione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione e di realizzazione di una nuova discarica in Francavilla in favore della società Francavilla Ambiente. Tanto in attesa degli esiti degli accertamenti di cui al punto 2) e 3);
2)-invitare ed impegnare il Presidente della Provincia di Brindisi,in virtù dei poteri conferiti dalla legge e delle funzioni delegate in materia nonché tutte le Istituzioni coinvolte nell’iter procedurale intrapreso, a procedere con urgenza nella ricognizione e ricostruzione dell’intero iter procedurale che ha determinato l’insediamento della discarica controllata di prima categoria con riferimento particolare alla sua realizzazione e adeguamento secondo la normativa vigente, alla gestione ed ai controlli e verifiche previste dalla convenzione stipulata con il Comune di Francavilla e dalle disposizioni in materia. Tali accertamenti estesi anche alla realizzazione del centro raccolta e prima lavorazione del materiale riveniente dalla raccolta differenziata collaudato e non attivato;
3)-procedere,sempre con urgenza e nel coinvolgimento delle Autorità Istituzionali menzionate, nella verifica dell’iter procedurale che ha consentito le autorizzazioni e approvazioni in favore della Francavilla Ambiente dei progetti di adeguamento/allargamento della discarica esistente in via San Vito (cd. “ottimizzazione”), la realizzazione e gestione dell’impianto di selezione e biostabilizzazione nonché della eventuale realizzazione di altra discarica di servizio/soccorso in altro sito adiacente alla discarica in servizio e quella di c.da Matroccolo oggetto del servizio di “caratterizzazione”;
4)-nel contempo,in ossequio ai principi di trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa nella specie finalizzati alla tutela del diritto alla salute ed alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, dare incarico a professionisti di provata e alta esperienza e competenza tecnico-giuridica acchè,previa ricognizione dell’intero iter progettuale e gestionale, accertino alla luce delle pattuizioni contrattuali intercorse con la Francavilla Ambiente e delle disposizioni di legge in materia la conformità dell’opera, la corretta e puntuale osservanza delle obbligazioni di legge e contrattuali come in premessa esplicitate.
Inoltre verificare ed accertare la legittimità e correttezza degli ulteriori comportamenti posti in essere dalla Francavilla Ambiente in relazione alla vicenda dell’insediamento nel territorio di Francavilla dell’impianto cosiddetto “complesso” (selezione e biostabilizzazione, nuova discarica).
All’esito, e comunque entro e non oltre 3 mesi dall’incarico, gli stessi riferiscano in Consiglio Comunale in ordine alla natura degli accertamenti svolti, ad eventuali inadempienze emerse ed in tal caso i rimedi e le azioni da intraprendere.
Francavilla Fontana, lì 27.09.2007
Mario FILOMENO
26 settembre 2007
COMUNICATO
A ridosso della campagna per le primarie del 14 ottobre, il movimento dei Democratici per la Costituzione di Francavilla Fontana intende dichiarare la volontà di non aderire alla fase costituente del Partito Democratico, pur lasciando libertà di voto ai propri iscritti, a titolo esclusivamente personale. Questa scelta scaturisce dalla constatazione del mancato coinvolgimento dei Democratici, paradossalmente sollecitato più volte dalle stesse forze costituende il Pd e tuttavia mai concretizzatosi in reali occasioni di confronto politico ampio e credibile.
La nascita del Pd locale si conferma un’ulteriore occasione sciupata per ristabilire un contatto con i cittadini, organizzati o meno, garantendo una vera partecipazione di base. Al contrario, l’impressione è che ci si trovi di fronte ad una mera operazione di marketing politico che da un lato darà vita ad un’altra scatola vuota incapace di rappresentanza e di dialogo con il territorio, dall’altro garantirà la sopravvivenza della solita nomenclatura che, negli ultimi mesi, ha offerto di sé un pessimo spettacolo nelle beghe e fratture tra correnti avversarie, impedendo quella contaminazione civile che pure apparentemente sembrava auspicare ed escludendo i cittadini dai reali momenti decisionali.
A questo si aggiunga il sistema di voto che, sulla scorta dell’attuale legge “porcata” per le consultazioni politiche, non permette l’espressione di una preferenza per i singoli candidati, ma, al contrario, costringe a votare liste bloccate, pacchetti di candidati “prendere o lasciare”, frutto di un sapido accorpamento tra stantii personali politici in cerca di sopravvivenza o nuove legittimazioni.
Ferma la posizione di movimento all’interno del centrosinistra, i Democratici per la Costituzione restano tuttavia aperti a confronti e sviluppi futuri, a patto che i percorsi siano realmente chiari e partecipati.
Il coordinatore
Carlo Altavilla
A ridosso della campagna per le primarie del 14 ottobre, il movimento dei Democratici per la Costituzione di Francavilla Fontana intende dichiarare la volontà di non aderire alla fase costituente del Partito Democratico, pur lasciando libertà di voto ai propri iscritti, a titolo esclusivamente personale. Questa scelta scaturisce dalla constatazione del mancato coinvolgimento dei Democratici, paradossalmente sollecitato più volte dalle stesse forze costituende il Pd e tuttavia mai concretizzatosi in reali occasioni di confronto politico ampio e credibile.
La nascita del Pd locale si conferma un’ulteriore occasione sciupata per ristabilire un contatto con i cittadini, organizzati o meno, garantendo una vera partecipazione di base. Al contrario, l’impressione è che ci si trovi di fronte ad una mera operazione di marketing politico che da un lato darà vita ad un’altra scatola vuota incapace di rappresentanza e di dialogo con il territorio, dall’altro garantirà la sopravvivenza della solita nomenclatura che, negli ultimi mesi, ha offerto di sé un pessimo spettacolo nelle beghe e fratture tra correnti avversarie, impedendo quella contaminazione civile che pure apparentemente sembrava auspicare ed escludendo i cittadini dai reali momenti decisionali.
A questo si aggiunga il sistema di voto che, sulla scorta dell’attuale legge “porcata” per le consultazioni politiche, non permette l’espressione di una preferenza per i singoli candidati, ma, al contrario, costringe a votare liste bloccate, pacchetti di candidati “prendere o lasciare”, frutto di un sapido accorpamento tra stantii personali politici in cerca di sopravvivenza o nuove legittimazioni.
Ferma la posizione di movimento all’interno del centrosinistra, i Democratici per la Costituzione restano tuttavia aperti a confronti e sviluppi futuri, a patto che i percorsi siano realmente chiari e partecipati.
Il coordinatore
Carlo Altavilla
20 settembre 2007
IL POLITICO GRILLO....MAH

Da qualche giorno imperversa nell'intero sitema informativo nazionale la notizia riguardante il "tuffo" in politica da parte del comico di "rottura" Beppe Grillo.
E' dall'8 settembre(giorno del "Vaffa day")che ogni giorno assistiamo a dibattiti sul tema,dove personaggi illustri e meno del panorama politico-giornalistico-intellettuale nazionale esprimono le proprie opinioni ed le proprie idee nonche' le loro disapprovazioni o i propri applausi.E' proprio qui che assistiamo spesso a scontri o nette divergenze anche tra esponenti della stessa coalizione;questo e' un segnale importante, vuol dire che questo personaggio sta davvero innescando un meccanismo esplosivo nel mondo politico e non.
Ma effettivamente sono condivisibili le sue idee?E giusto che un comico,anche se di grossa levatura,entri a far politica?E' normale che l'intero mondo politico venga spiazzato da Grillo?
Pensiamoci un po'.....chissa' potrebbe essere il modo meno ortodosso ma forse piu' produttivo per dare uno scossone alla nostra nazione,in fondo gia' centinaia di migliaia di persone danno credito e seguito al suo progetto...
04 luglio 2007
Partito Democratico. Costituzione e percorso costituente.
Cari amici,
circa 1 anno fa (per l’esattezza il 26 luglio 2006) come “Democratici per la Costituzione” declinavamo l’invito a partecipare alla fase di avvio della costituzione del gruppo unico consiliare definita e pubblicizzata solo qualche giorno fa.
La decisione al momento non soddisfa appieno le esigenze di chiarezza sia sotto il profilo delle adesioni dei singoli consiglieri comunali sia sotto il profilo della gestione “tecnica” del gruppo consiliare e della sua rappresentanza.
Ma il problema rivela ben altro.
Infatti il lungo tempo occorso solo per pervenire a tale scelta giustifica ulteriormente i disagi rappresentati, e formalizzati con i documenti redatti dal maggio 2005 al febbraio 2007, circa la capacità dei partiti a dare risposte ponderate ma tempestive alla complessità dei problemi posti da una società in continuo e veloce cambiamento.
Il disagio aumenta (Ilvo Diamanti lo definirebbe “disgusto”) per l’immagine quotidiana che una coalizione di Governo rissosa e divisa pubblicamente offre quotidianamente su temi qualificanti e non. A non tacere delle divisioni consumate nelle recenti competizioni elettorali e dell’autoreferenzialità e del “protagonismo solitario” sia di forze politiche sia di singoli che utilizzano il consenso elettorale,anche risibile, per imporre o ricattare un’intera coalizione.
E preoccupa soprattutto come il tempo sprecato, le occasioni mancate e gli indegni spettacoli offerti sino ad oggi abbiano alimentato un processo di grave disaffezione ed un sentimento di avversione alla politica e non solo verso chi la fa. A dirla tutta: per non pochi cittadini la situazione rappresentata costituisce spesso l’alibi per giustificare incoerenze e concezione della politica quale strumento di mero soddisfacimento di esigenze individuali e familiari anche al limite della legalità.
Molti cittadini-elettori hanno investito su un’idea di centrosinistra volto al superamento di logiche ideologiche ormai superate ma nel contempo rigorosamente impegnato a costruire un’alternativa vera al centrodestra le cui scelte e comportamenti hanno devastato le coscienze dei singoli e dei territori sul piano dell’etica pubblica, della cultura dei diritti e dei doveri dei cittadini e delle formazioni sociali, del rigore economico, del rispetto del lavoro quale principio fondante la nostra Repubblica democratica.
Ma tutto ciò sembra essere stato dimenticato dai nostri attuali rappresentanti del Governo e dei partiti…e non solo per le ben note ragioni di difficile governabilità conseguenza di una legge elettorale che ha costituito l’ultimo dei tanti oltraggi commessi in danno della Costituzione e delle Istituzioni. E oggi ci vediamo pure costretti a subire la beffa di un partito della C.D.L. (A.N.) che nelle piazze chiede una firma a sostegno del referendum elettorale!
Proprio quella legge elettorale che certamente ha fatto comodo a tanti per “blindare” di amici, familiari e “fedelissimi” le liste sottoposte al voto dei cittadini.
Il Movimento che rappresentiamo,in questa situazione e forte non solo del risultato elettorale conseguito nel maggio 2006 ma anche degli esiti elettorali delle ultime amministrative che hanno visto premiare in tante realtà liste civiche, potrebbe oggi confermare quanto deciso nel luglio 2006. Le ragioni non mancano sia a livello nazionale sia a livello locale …anzi!
Una per tutte: se la eventuale scelta di Veltroni,quale leader del nascente P.D., è fonte di speranza, il preventivo affiancamento di un vice (Dario Franceschini) rischia di confermare come nelle oligarchie dei partiti costituenti vi sia la volontà ancora una volta di neutralizzare e vanificare la volontà diffusa di creare un nuovo soggetto che in virtù di regole effettivamente democratiche favorisca la formazione di una nuova classe dirigente meglio attrezzata culturalmente e più motivata.
Pur tuttavia e consapevoli dell’emergenza in cui logiche corporative e comportamenti irresponsabili ci hanno condotto, riteniamo che il senso di responsabilità debba prevalere in chi crede che la politica, oggi ancor più, debba ripartire dal proprio territorio per dare vita,confidando in un processo di “contagio ascendente”, ad un processo di semplificazione che distrugga le autoreferenzialità e la tentazione del ricatto dei numeri proponendo un orizzonte ideale e programmatico non colorato da buoni sentimenti o forme di moderatismo che non ci appartengono né da radicalismi ideologici che pur partendo da giuste esigenze di giustizia sociale il più delle volte offrono soluzioni che confliggono con la storia e la cultura di un Paese chiamato a coniugare modernità ed innovazione con equità e solidarietà.
Sulla base di tali considerazioni, e lealmente significando che il Movimento al momento comunque non verrà sciolto intendendo così preservare le finalità di cultura politica che ne costituiscono le ragioni primarie della sua costituzione, riteniamo di prospettarvi le conclusioni di un dibattito interno.
A)-Il Movimento “Democratici per la Costituzione” propone la sua adesione al costituente Partito Democratico con tutta la libertà di riflessione necessaria per contribuire alla costituzione di un vero soggetto politico che non sia la sommatoria di 2 partiti o peggio ancora l’esito del travaso automatico delle loro classi dirigenti;
B)-il processo costituente dovrà prevedere una serie di regole che dovrà favorire la partecipazione di quanti vorranno aderire o guardare con interesse al nuovo soggetto politico.
Tanto con riferimento alle candidature per la rappresentanza locale e per la rappresentanza assembleare a livello nazionale;
C)-il processo costituente,proprio al fine di favorire il massimo della partecipazione, dovrà prevedere momenti pubblici di confronto e forme di comunicazione politica a vasto raggio.
Nell’immediato,e prima della pausa estiva, sia convocata un’assemblea aperta ad iscritti e simpatizzanti dei partiti e movimenti nonché a singoli cittadini onde favorire la giusta informazione sul percorso democratico da seguire ed il massimo coinvolgimento partecipativo aprendo alla società civile ponendo il massimo dell’impegno verso i giovani e le donne che attualmente sono fuori dai circuiti decisionali sia a livello politico sia a livello amministrativo;
D)-il coordinatore designato,Tommaso Resta, ed i partiti costituenti acquisiscano formalmente le adesioni dei loro rappresentanti consiliari e di quanti rivestono responsabilità politiche ed amministrative ai vari livelli onde chiarire,per rispetto anche dell’opinione pubblica, posizioni e scelte in vista del processo costituente del P.D.;
Ma tale attività di ricognizione sarà utile ai fini della organizzazione del gruppo unico, attività che dovrà tener in debito conto,onde evitare atti di ingenuità, le vigenti disposizioni regolamentari in tema di partecipazione alle Commissioni Consiliari e di rappresentanza.
Occorre in sostanza assicurare comunque il massimo della diffusione delle fasi di acquisizione dei dati e della opportuna documentazione;
E)-per dare chiari segnali di un nuovo e rinnovato impegno pubblico,senza il bisogno di improprie quanto parzialissime rampogne esterne, tutti i consiglieri comunali del nascente P.D.,ciascuno secondo le funzioni ricoperte, si impegnino con più zelo e maggiore coesione nell’informazione documentata dei cittadini su fatti di rilevanza amministrativa.
In proposito si ritiene ineludibile,innanzi alla sfrontatezza dimostrata dall’odierna maggioranza e della irresponsabile scelta di “continuismo” rispetto ai precedenti metodi gestionali, una qualche presa di posizione rigorosa su ben note vicende amministrative che costituiscono la riprova di saccheggi e devastazioni delle casse comunali.
Sono maturate le condizioni per una richiesta di intervento di altre Autorità competenti.
Come ben sappiamo gli aumenti delle tasse e tributi comunali non sono da ascrivere alla diminuzione dei trasferimenti statali e regionali bensì a sperperi e accollo di situazioni deficitarie conseguenti a scelte clientelari, elettorali e di copertura di responsabilità ed omissioni consumate in questi anni (Multiservizi; costituzione Nucleo di Valutazione dei Dirigenti Comunali; incarichi di progettazione esterne per Opere Pubbliche la cui situazione di stallo è certificata: nuova Area Mercatale, Palazzetto dello Sport, Tensostatico, Piazza Umberto …..; Centro di Carico Intermodale...).
Sollecitiamo tale azione perchè seriamente preoccupati della “produttività” elettorale del senso di impunità che con arroganza è stata sin qui esibita dai maggiorenti della vecchia e attuale maggioranza.
Su quanto evidenziato sollecitiamo tempestive risposte assicurando comunque la massima disponibilità al confronto per conseguire obiettivi nobili ma possibili.
Proprio in vista dell’auspicato confronto pubblico riteniamo doveroso rendere partecipi sin da ora gli Organi di Informazione.
circa 1 anno fa (per l’esattezza il 26 luglio 2006) come “Democratici per la Costituzione” declinavamo l’invito a partecipare alla fase di avvio della costituzione del gruppo unico consiliare definita e pubblicizzata solo qualche giorno fa.
La decisione al momento non soddisfa appieno le esigenze di chiarezza sia sotto il profilo delle adesioni dei singoli consiglieri comunali sia sotto il profilo della gestione “tecnica” del gruppo consiliare e della sua rappresentanza.
Ma il problema rivela ben altro.
Infatti il lungo tempo occorso solo per pervenire a tale scelta giustifica ulteriormente i disagi rappresentati, e formalizzati con i documenti redatti dal maggio 2005 al febbraio 2007, circa la capacità dei partiti a dare risposte ponderate ma tempestive alla complessità dei problemi posti da una società in continuo e veloce cambiamento.
Il disagio aumenta (Ilvo Diamanti lo definirebbe “disgusto”) per l’immagine quotidiana che una coalizione di Governo rissosa e divisa pubblicamente offre quotidianamente su temi qualificanti e non. A non tacere delle divisioni consumate nelle recenti competizioni elettorali e dell’autoreferenzialità e del “protagonismo solitario” sia di forze politiche sia di singoli che utilizzano il consenso elettorale,anche risibile, per imporre o ricattare un’intera coalizione.
E preoccupa soprattutto come il tempo sprecato, le occasioni mancate e gli indegni spettacoli offerti sino ad oggi abbiano alimentato un processo di grave disaffezione ed un sentimento di avversione alla politica e non solo verso chi la fa. A dirla tutta: per non pochi cittadini la situazione rappresentata costituisce spesso l’alibi per giustificare incoerenze e concezione della politica quale strumento di mero soddisfacimento di esigenze individuali e familiari anche al limite della legalità.
Molti cittadini-elettori hanno investito su un’idea di centrosinistra volto al superamento di logiche ideologiche ormai superate ma nel contempo rigorosamente impegnato a costruire un’alternativa vera al centrodestra le cui scelte e comportamenti hanno devastato le coscienze dei singoli e dei territori sul piano dell’etica pubblica, della cultura dei diritti e dei doveri dei cittadini e delle formazioni sociali, del rigore economico, del rispetto del lavoro quale principio fondante la nostra Repubblica democratica.
Ma tutto ciò sembra essere stato dimenticato dai nostri attuali rappresentanti del Governo e dei partiti…e non solo per le ben note ragioni di difficile governabilità conseguenza di una legge elettorale che ha costituito l’ultimo dei tanti oltraggi commessi in danno della Costituzione e delle Istituzioni. E oggi ci vediamo pure costretti a subire la beffa di un partito della C.D.L. (A.N.) che nelle piazze chiede una firma a sostegno del referendum elettorale!
Proprio quella legge elettorale che certamente ha fatto comodo a tanti per “blindare” di amici, familiari e “fedelissimi” le liste sottoposte al voto dei cittadini.
Il Movimento che rappresentiamo,in questa situazione e forte non solo del risultato elettorale conseguito nel maggio 2006 ma anche degli esiti elettorali delle ultime amministrative che hanno visto premiare in tante realtà liste civiche, potrebbe oggi confermare quanto deciso nel luglio 2006. Le ragioni non mancano sia a livello nazionale sia a livello locale …anzi!
Una per tutte: se la eventuale scelta di Veltroni,quale leader del nascente P.D., è fonte di speranza, il preventivo affiancamento di un vice (Dario Franceschini) rischia di confermare come nelle oligarchie dei partiti costituenti vi sia la volontà ancora una volta di neutralizzare e vanificare la volontà diffusa di creare un nuovo soggetto che in virtù di regole effettivamente democratiche favorisca la formazione di una nuova classe dirigente meglio attrezzata culturalmente e più motivata.
Pur tuttavia e consapevoli dell’emergenza in cui logiche corporative e comportamenti irresponsabili ci hanno condotto, riteniamo che il senso di responsabilità debba prevalere in chi crede che la politica, oggi ancor più, debba ripartire dal proprio territorio per dare vita,confidando in un processo di “contagio ascendente”, ad un processo di semplificazione che distrugga le autoreferenzialità e la tentazione del ricatto dei numeri proponendo un orizzonte ideale e programmatico non colorato da buoni sentimenti o forme di moderatismo che non ci appartengono né da radicalismi ideologici che pur partendo da giuste esigenze di giustizia sociale il più delle volte offrono soluzioni che confliggono con la storia e la cultura di un Paese chiamato a coniugare modernità ed innovazione con equità e solidarietà.
Sulla base di tali considerazioni, e lealmente significando che il Movimento al momento comunque non verrà sciolto intendendo così preservare le finalità di cultura politica che ne costituiscono le ragioni primarie della sua costituzione, riteniamo di prospettarvi le conclusioni di un dibattito interno.
A)-Il Movimento “Democratici per la Costituzione” propone la sua adesione al costituente Partito Democratico con tutta la libertà di riflessione necessaria per contribuire alla costituzione di un vero soggetto politico che non sia la sommatoria di 2 partiti o peggio ancora l’esito del travaso automatico delle loro classi dirigenti;
B)-il processo costituente dovrà prevedere una serie di regole che dovrà favorire la partecipazione di quanti vorranno aderire o guardare con interesse al nuovo soggetto politico.
Tanto con riferimento alle candidature per la rappresentanza locale e per la rappresentanza assembleare a livello nazionale;
C)-il processo costituente,proprio al fine di favorire il massimo della partecipazione, dovrà prevedere momenti pubblici di confronto e forme di comunicazione politica a vasto raggio.
Nell’immediato,e prima della pausa estiva, sia convocata un’assemblea aperta ad iscritti e simpatizzanti dei partiti e movimenti nonché a singoli cittadini onde favorire la giusta informazione sul percorso democratico da seguire ed il massimo coinvolgimento partecipativo aprendo alla società civile ponendo il massimo dell’impegno verso i giovani e le donne che attualmente sono fuori dai circuiti decisionali sia a livello politico sia a livello amministrativo;
D)-il coordinatore designato,Tommaso Resta, ed i partiti costituenti acquisiscano formalmente le adesioni dei loro rappresentanti consiliari e di quanti rivestono responsabilità politiche ed amministrative ai vari livelli onde chiarire,per rispetto anche dell’opinione pubblica, posizioni e scelte in vista del processo costituente del P.D.;
Ma tale attività di ricognizione sarà utile ai fini della organizzazione del gruppo unico, attività che dovrà tener in debito conto,onde evitare atti di ingenuità, le vigenti disposizioni regolamentari in tema di partecipazione alle Commissioni Consiliari e di rappresentanza.
Occorre in sostanza assicurare comunque il massimo della diffusione delle fasi di acquisizione dei dati e della opportuna documentazione;
E)-per dare chiari segnali di un nuovo e rinnovato impegno pubblico,senza il bisogno di improprie quanto parzialissime rampogne esterne, tutti i consiglieri comunali del nascente P.D.,ciascuno secondo le funzioni ricoperte, si impegnino con più zelo e maggiore coesione nell’informazione documentata dei cittadini su fatti di rilevanza amministrativa.
In proposito si ritiene ineludibile,innanzi alla sfrontatezza dimostrata dall’odierna maggioranza e della irresponsabile scelta di “continuismo” rispetto ai precedenti metodi gestionali, una qualche presa di posizione rigorosa su ben note vicende amministrative che costituiscono la riprova di saccheggi e devastazioni delle casse comunali.
Sono maturate le condizioni per una richiesta di intervento di altre Autorità competenti.
Come ben sappiamo gli aumenti delle tasse e tributi comunali non sono da ascrivere alla diminuzione dei trasferimenti statali e regionali bensì a sperperi e accollo di situazioni deficitarie conseguenti a scelte clientelari, elettorali e di copertura di responsabilità ed omissioni consumate in questi anni (Multiservizi; costituzione Nucleo di Valutazione dei Dirigenti Comunali; incarichi di progettazione esterne per Opere Pubbliche la cui situazione di stallo è certificata: nuova Area Mercatale, Palazzetto dello Sport, Tensostatico, Piazza Umberto …..; Centro di Carico Intermodale...).
Sollecitiamo tale azione perchè seriamente preoccupati della “produttività” elettorale del senso di impunità che con arroganza è stata sin qui esibita dai maggiorenti della vecchia e attuale maggioranza.
Su quanto evidenziato sollecitiamo tempestive risposte assicurando comunque la massima disponibilità al confronto per conseguire obiettivi nobili ma possibili.
Proprio in vista dell’auspicato confronto pubblico riteniamo doveroso rendere partecipi sin da ora gli Organi di Informazione.
16 giugno 2007
09 giugno 2007
The final countdown
La pensione degli italiani si allontana. Ogni anno l’asticella viene posta più in alto. Sempre più in alto. E chi alza l’asticella sono i nostri cari dipendenti. La ragione è che non ci sono più i soldi. L’esempio, si sa, fa miracoli. E i parlamentari non si sono tirati indietro. Tutti per uno e uno per tutti. Per loro i soldi ci sono sempre.
Dopo due anni e mezzo dall’inizio della legislatura hanno il diritto alla pensione.
DUEANNIEMEZZOOOOOOOOOOOOO!!!!!
A noi lo scalone e a loro lo scivolo.
Firma la petizione!
03 giugno 2007
17 maggio 2007
TUMORI A LECCE
E' sempre più allarme tumori nel Salento: nuovi dati confermano la provincia di Lecce come l'area a più alta incidenza di cancro della Puglia e, per le patologie legate alle vie respiratorie e ai polmoni, addirittura dell'intero Mezzo giorno d'Italia. Giorgio Assennato, direttore regionale dell'Arpa, lo aveva detto già un mese fa, durante il consiglio monotematico che il Comune di Lecce aveva convocato per discutere degli aspetti legati alla mega centrale di Cerano.
«In provincia di Lecce ci si ammala di tumore molto di più di quanto avvenga nelle province di Brindisi e di Tarante», aveva detto in quell'occasione il professore, riportando i risultati di una
ricerca condotta dal Registro tumori jonico-salentino.
In particolare le aree a rischio, secondo quella ricerca, erano la città di Lecce e la zona tra Martano e Cutrofiano. Ora arrivano nuovi dati, che confermano e rilanciano l'allarme: le statistiche Istat aggiornate al 2001 e le cifre dell'Osservatorio epidemiologico regionale aggiornate al 2002, tracciano una «mappa dei tumori» da cui emerge con chiarezza che il Salento è una vera e propria area di crisi, con punte critiche a Cutrofìano, nell'entroterra otrantino e anche in alcuni comuni del basso Salento.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla relazione dell'Osservatorio epidemiologico, una parte della quale è disponibile da poche settimane sul sito internet dell'ente regionale, che ha esaminato le cause di morte in un arco temporale di cinque anni (dal 1998 al 2002). L'indagine esamina le zone della Puglia a mortalità più elevata e ne individua quattro: «l'area del subappennino danno, l'area del nord barese, alcuni comuni a nord di Brindisi e il Basso Salento». Dopo di che si scompone il dato, individuando quante di quelle morti siano dovute a tumori e qui la relazione è chiarissima, sottolineando «l'eccesso di mortalità per tumore (in particolare di carcinoma polmonare) nei residenti nella provincia di Lecce». Le tabelle che riportano i tassi di mortalità per tumore ogni 10mila abitanti, infatti, dicono che a Lecce nel 1998-1999 il tasso di morte per cancro era del 23,80, un dato che è andato crescendo nel 2000-2001 (24,56) e nel 2002 (25,50).
Contemporaneamente in provincia di Brindisi l'incidenza era più bassa: il 21,68 nel 1998-1999, il 21,92 e il 23,22 nel 2002, mentre in provincia di Taranto la mortalità per tumore era ancora inferiore: l'incidenza era del 21,28 nel 1998-1999, del 22,21 nel 2000-2001 e del 21,59 nel 2002. Decisamente più basse, poi, le cifre riferite alle altre province pugliesi: nel 2002 Bari si attestava al 20,58, Foggia al 20,77.
Particolarmente inquietanti, in questo quadro, i dati riferiti ai tumori di trachea, bronchi e polmoni, il cui tasso in provincia di Lecce si è mantenuto costantemente al di sopra del 5 (il 5,75 nel 1998-1999, il 5,64 nel 2000-2001 e il 5,51 nel 2002), mentre tutte le altre province pugliesi erano al di sotto di questa soglia (Brindisi e Taranto, in media, di un punto, Bari e Pioggia di due punti). La relazione si completa con una vera e propria «mappa del tumore», in cui ogni comune è evidenziato con un colore diverso in base all'incidenza di cancro:
risalta ad occhio nudo come le aree di crisi siano, in parte, il subappennino dauno e, in misura maggiore, la provincia di Lecce, in particolare Cutrofìano, alcuni comuni del Capo di Leuca come
Ugento, Specchia e Morciano (ma anche altri comuni jonici come Sannicola e Aradeo) e la zona di Carpignano e Cannole: qui il tasso di mortalità per tumore si attesta al di sopra del 25,91, un dato assolutamente al di sopra della media regionale.
La Gazzetta del Mezzogiorno 13.05.2007
«In provincia di Lecce ci si ammala di tumore molto di più di quanto avvenga nelle province di Brindisi e di Tarante», aveva detto in quell'occasione il professore, riportando i risultati di una
ricerca condotta dal Registro tumori jonico-salentino.
In particolare le aree a rischio, secondo quella ricerca, erano la città di Lecce e la zona tra Martano e Cutrofiano. Ora arrivano nuovi dati, che confermano e rilanciano l'allarme: le statistiche Istat aggiornate al 2001 e le cifre dell'Osservatorio epidemiologico regionale aggiornate al 2002, tracciano una «mappa dei tumori» da cui emerge con chiarezza che il Salento è una vera e propria area di crisi, con punte critiche a Cutrofìano, nell'entroterra otrantino e anche in alcuni comuni del basso Salento.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla relazione dell'Osservatorio epidemiologico, una parte della quale è disponibile da poche settimane sul sito internet dell'ente regionale, che ha esaminato le cause di morte in un arco temporale di cinque anni (dal 1998 al 2002). L'indagine esamina le zone della Puglia a mortalità più elevata e ne individua quattro: «l'area del subappennino danno, l'area del nord barese, alcuni comuni a nord di Brindisi e il Basso Salento». Dopo di che si scompone il dato, individuando quante di quelle morti siano dovute a tumori e qui la relazione è chiarissima, sottolineando «l'eccesso di mortalità per tumore (in particolare di carcinoma polmonare) nei residenti nella provincia di Lecce». Le tabelle che riportano i tassi di mortalità per tumore ogni 10mila abitanti, infatti, dicono che a Lecce nel 1998-1999 il tasso di morte per cancro era del 23,80, un dato che è andato crescendo nel 2000-2001 (24,56) e nel 2002 (25,50).
Contemporaneamente in provincia di Brindisi l'incidenza era più bassa: il 21,68 nel 1998-1999, il 21,92 e il 23,22 nel 2002, mentre in provincia di Taranto la mortalità per tumore era ancora inferiore: l'incidenza era del 21,28 nel 1998-1999, del 22,21 nel 2000-2001 e del 21,59 nel 2002. Decisamente più basse, poi, le cifre riferite alle altre province pugliesi: nel 2002 Bari si attestava al 20,58, Foggia al 20,77.
Particolarmente inquietanti, in questo quadro, i dati riferiti ai tumori di trachea, bronchi e polmoni, il cui tasso in provincia di Lecce si è mantenuto costantemente al di sopra del 5 (il 5,75 nel 1998-1999, il 5,64 nel 2000-2001 e il 5,51 nel 2002), mentre tutte le altre province pugliesi erano al di sotto di questa soglia (Brindisi e Taranto, in media, di un punto, Bari e Pioggia di due punti). La relazione si completa con una vera e propria «mappa del tumore», in cui ogni comune è evidenziato con un colore diverso in base all'incidenza di cancro:
risalta ad occhio nudo come le aree di crisi siano, in parte, il subappennino dauno e, in misura maggiore, la provincia di Lecce, in particolare Cutrofìano, alcuni comuni del Capo di Leuca come
Ugento, Specchia e Morciano (ma anche altri comuni jonici come Sannicola e Aradeo) e la zona di Carpignano e Cannole: qui il tasso di mortalità per tumore si attesta al di sopra del 25,91, un dato assolutamente al di sopra della media regionale.
La Gazzetta del Mezzogiorno 13.05.2007
10 maggio 2007
La Chiesa in piazza
Se Gesù di Nazaret fosse stato così malevolo verso le convivenze di fatto, noi non avremmo una delle più belle pagine del Vangelo, quella della samaritana, che aveva avuto cinque mariti e quello con cui stava non era suo marito. Invece è proprio lei che attinge l’acqua dal pozzo per Gesù e ne ha in cambio l’acqua viva, e poi corre al villaggio ad annunziare a tutti, compresi i suoi compagni e mariti, di aver visto il messia. Se il celibato di Gesù fosse stato tanto arcigno e schizzinoso, così da assurgere a insuperabile presidio della legge sadica di successione nella Chiesa, per cui da Dio Padre al Figlio maschio unigenito ai successori degli apostoli si va per linea maschile fino all’ultimo degli accoliti, non avrebbe consentito che da lui si trasmettesse una forza all’emorroissa né si sarebbe fatto bagnare di pianto i piedi da una donna, né si sarebbe fatto cospargere di nardo né avrebbe avuto per loro parole di vita.Se la Chiesa di Giovanni fosse stata così ansiosa e zelante come quella di Luca, che nel suo Vangelo non ha voluto includere l’episodio del perdono di Gesù all’adultera, per non indebolire il principio della fedeltà matrimoniale, noi non sapremmo, come invece sappiamo dal Vangelo di Giovanni che se n’è fatto carico, che le adultere non si uccidono, e che perfino la legge mosaica che lo prescriveva è scritta come col dito sulla sabbia, e basta una folata di vento, del vento della grazia, a spazzarla via.
Se la Chiesa che fu di Ruini non fosse così convinta che dove non basta la predicazione ci vuole il deterrente di una legge restrittiva, e che se i cattolici non obbediscono in casa sono tenuti ad obbedire almeno in Parlamento, non manderebbe le folle in piazza con preti e parroci in testa per dire “famiglia, famiglia”, e in realtà per cambiare la politica del Paese. Si rompe così l’unità del presbiterio, e si divide la Chiesa in fazioni. Per “supplicare” che essa non facesse un simile errore, Giuseppe Alberigo ci si è giocata la vita.
Ci fu un’altra volta in cui la Chiesa tentò un’operazione del genere, e fu quando fece scendere a Roma trecentomila militanti della Gioventù cattolica, con un uniforme berretto verde sul capo, perciò soprannominati “baschi verdi” (non c’era ancora la Lega), per una manifestazione di anticomunismo (che era il grande coagulante di allora). Quando De Gasperi li vide sfilare, disse: gridano per il papa, ma marciano contro di me. Da quel trauma la Chiesa si riebbe solo col Concilio, e Carretto andando nel deserto.
Certo, è molto umano che quando non ci si riesce da una parte, ci si provi dall’altra. Se non si riesce con la fede, proviamo col progetto culturale, con la politica, con la natura. E siccome la Chiesa sa cos’è la natura, non dice alla politica “segui me”, ma “segui la natura”: la famiglia naturale, la natura umana del materiale genetico che diventa uomo già sul vetrino, le relazioni naturali e perfino, com’è accaduto, la conformità alla natura della pena di morte, purché non dell’innocente. Tutte cose che varrebbero lo stesso, come diceva Grozio, “anche se Dio non ci fosse”.
Per l’appunto Dio ha fatto lo sforzo di incarnarsi quando ha visto che con la “natura” l’uomo non andava troppo lontano. Ci voleva dell’altro, ed è per quest’altro che è nata la Chiesa.
Del resto neanche alla politica basta seguire la natura. Questo lo credeva Aristotele, che pensava alla politica come all’attuazione di una scienza, di una verità, che “sta sopra” (l’epistéme), per cui sarebbe secondo natura, e necessario, che ci sia “chi comanda e chi è comandato” e che il maschio comandi sulla femmina, essendo “l’uno per natura superiore, l’altra inferiore” (vedi alla voce “politica” del Dizionario di teologia della pace, EDB). Invece la politica è un artificio, è un prodotto della cultura. Un artificio è la democrazia, e infatti rischiamo ogni momento di perderla. Ma un artificio è anche lo Stato: e perciò non può essere “perfetto”, cioè del tutto autosufficiente, come pretendeva lo Stagirita; anzi è proprio questa idea di avere per natura tutti i mezzi necessari e di non aver bisogno di nessuno, che ha fatto dello Stato un “sovrano” in guerra contro gli altri Stati.
E artificiali sono i regni. Non c’è niente di più innaturale di un re. Ma intanto, se gli uomini non si fossero inventati il re (e Dio non voleva, come disse a Samuele) Gesù non avrebbe potuto usare quella metafora per annunciare il “regno di Dio”: nella natura, oltre la natura, nonostante la natura.
di Raniero La Valle - su Rocca del 1° Maggio 2007
La Tragedia di Castellaneta - Comunicato di Medicina Democratica
Il tragico errore nell'ospedale di Castellaneta poteva essere evitato? Probabilmente sì se la ASL avesse avuto un concreto diritto di parola in sede di collaudo dell'impianto dei gas medicali che anziché portare nel nuovo reparto di terapia intensiva cardiologica ossigeno, portava al letto del èaziente un anestetico. Per concreto diritto di parola si intende la presenza di tecnici di sua fiducia, meglio dipendenti, che non prendessero solo atto di quanto certificato dalla ditta costruttrice ma che verificassero, con strumenti e competenze proprie, quanto erroneamente certificato. E' avvenuto ciò? Ne dubitiamo a meno che la dotazione di ingegneri nella ASL di Taranto sia eccezionalmente florida rispetto al panorama regionale.Perchè una situazione simile in Puglia è solo un miraggio. Le leggi del centro destra che nel 2000 hanno bloccato per quasi cinque anni le assunzioni e l'acquisto di beni nel servizio sanitario hanno ridotto al lumicino le risorse umane nelle nostre ASL e soprattutto nelle strutture di supporto come le aree tecniche. Non ci sono ingegneri, sono pochi e mal attrezzati e tutte le attività appaltate come l'antincendio, i gas medicali, la manutenzione elettrica ed impiantistica si svolgono senza una vigile attività di controllo da parte di personale di fiducia della ASL. Ciò vuol dire che le ditte appaltatrici fanno quello che vogliono naturalmente guardando soprattutto alla riduzione dei costi ed all'aumento dei profitti.
La volontà di invertire questa situazione trova ostacoli nelle norme che i governi di centro destra prima ed ora quello di centro sinistra hanno dettato riguardo ai costi del personale degli enti pubblici nelle ultime leggi finanziarie: la costante riduzione della spesa del personale rispetto agli anni passati è un severo paletto posto alla gestione delle nostre ASL. E poco vale il discorso che l'aumento del costo del personale potrebbe ridurre il ricorso a manutentori esterni o i costi stessi di manutenzione perché si gestirebbe in proprio il primo intervento. Sono argomenti che non valgono di fronte alla giustizia contabile. E allora si tagli sul personale proprio e si appaltino all'esterno i servizi così la voce costo del personale potrà essere ridotta.
Le commissioni per il rischio clinico e gli uffici per la sicurezza in staff alle direzioni generali, evocati come rimedio dalla Ministra alla Salute nella terribile circostanza di Castellaneta, possono soddisfare esigenze mediatiche del momento ma non possono risolvere il problema. Tanto più che gli uffici per la sicurezza già esistono e sono già in staff alle direzioni ma sono costituiti da pochissimo personale e così possono controllare ben poco.
Si torna quindi al problema iniziale. Le lacrime di queste ore da parte della politica rischiano di apparire di coccodrillo se non si metterà il servizio sanitario in condizioni di acquisire una capacità di controllo reale sulle attività di supporto a quella sanitaria. E ciò rimuovendo subito gli ostacoli legislativi che impediscono alle ASL di arruolare il personale necessario.
Gino Stasi
Sezione Pugliese
3291184097
La volontà di invertire questa situazione trova ostacoli nelle norme che i governi di centro destra prima ed ora quello di centro sinistra hanno dettato riguardo ai costi del personale degli enti pubblici nelle ultime leggi finanziarie: la costante riduzione della spesa del personale rispetto agli anni passati è un severo paletto posto alla gestione delle nostre ASL. E poco vale il discorso che l'aumento del costo del personale potrebbe ridurre il ricorso a manutentori esterni o i costi stessi di manutenzione perché si gestirebbe in proprio il primo intervento. Sono argomenti che non valgono di fronte alla giustizia contabile. E allora si tagli sul personale proprio e si appaltino all'esterno i servizi così la voce costo del personale potrà essere ridotta.
Le commissioni per il rischio clinico e gli uffici per la sicurezza in staff alle direzioni generali, evocati come rimedio dalla Ministra alla Salute nella terribile circostanza di Castellaneta, possono soddisfare esigenze mediatiche del momento ma non possono risolvere il problema. Tanto più che gli uffici per la sicurezza già esistono e sono già in staff alle direzioni ma sono costituiti da pochissimo personale e così possono controllare ben poco.
Si torna quindi al problema iniziale. Le lacrime di queste ore da parte della politica rischiano di apparire di coccodrillo se non si metterà il servizio sanitario in condizioni di acquisire una capacità di controllo reale sulle attività di supporto a quella sanitaria. E ciò rimuovendo subito gli ostacoli legislativi che impediscono alle ASL di arruolare il personale necessario.
Gino Stasi
Sezione Pugliese
3291184097
17 aprile 2007
Venerdi 20 il convegno "Mai piu' morti sul Lavoro"
“Mai piu’ morti sul Lavoro” è il tema di un convegno che si terrà il 20 aprile alle 17,30 presso il Castello di Mesagne (Bindisi).L'incontro è organizzato dalla neonata “Associazione 12 giugno”, fortemente voluta da alcuni parenti delle vittime dell’Ilva e dalla moglie di Antonino Mingolla, capocantiere deceduto il 18 Aprile scorso a causa dell'esalazione di gas saturo.
La serata sarà aperta dalla proiezione del documentatio "Morire per lavoro" di Donato Placido e continuerà con il saluto di Domenico Semeraro, presidente dell'Associazione 12 Giugno.
Previsti gli interventi dell'Avv. Mariangela Stasi (finalità del'Associazione 12 Giugno), di Ernesto Palatrasio (la questione sicurezza nello stabilimento ILVA di Taranto), di Filippo Cusani (la sicurezza vista dalla parte dei lavoratori), dell'Avv. Stefano Palmisano (la sicurezza e le problematiche giuridiche), del Dr. Maurizio Portaluri (Sicurezza e salute sul posto di lavoro) e del Prof. Marco Barbieri, Assessore Regionale al Lavoro (la sicurezza e le iniziative parlamentari).
Coordina i lavori l'Acc. Anastasia Chiaramida.
Al termine dell'incontro andrà in scena la piece teatrale "Se questo é un operaio - viaggio nell'inferno ILVA".
01 aprile 2007
A MARGINE DELLA DICHIARAZIONE DEL GIUDICE CLEMENTINA FORLEO.
Confesso d’aver dovuto vincere una certa ritrosia ad intervenire nel dibattito seguito alla ormai famosa dichiarazione della dottoressa Forleo sul buio a Francavilla. Per due ordini di ragioni. In primo luogo perché poco o nulla ho da aggiungere a quanto detto su queste colonne dal professor Trisolino, dall’ex sindaco Filomeno e dal sindacalista Ciracì. In secondo luogo perché ben altri interventi erano, e tuttora sono, attesi. Quelli dei tanti docenti e presidi delle scuole locali, dei dirigenti dei vari settori pubblici e privati, dei giornalisti, dei parroci, degli esponenti del mondo delle professioni, del volontariato, della cultura e dell’arte. Dove sono tutti costoro? Possibile che siano indifferenti alla realtà e al destino della loro città? Non sono d’accordo con la tesi del giudice? Benissimo. Però lo argomentino. ex docente del Liceo Scientifico di Francavilla Fontana
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