30 aprile 2006

Lista completa dei candidati

Democratici per la Costituzione: Mario Filomeno, Carlo Altavilla, Carlo Attanasi, Francesco Argentieri, Giuseppe Camposeo, Cosimo Costantino, Cosimo D'Alema, Serafino D'Angela, Giuseppe Gatti, Alessandro Leo, Roberta Ciracì, Nicola Marinosci, Michele Mazzarella, Cesarina Memmola, Pasquale Mitrangolo, Alessio Montanaro, Nadia Pichero Gioia, Arcangelo Roma, Antonio Romano, Carmelo Semerano, Francesco Taurisano, Fabio Truppi.

In Bocca al lupo a tutti

26 aprile 2006

Il movimento dei Democratici per la Costituzione aderisce alla manifestazione del 29

Il movimento dei Democratici per la Costituzione aderisce alla manifestazione contro il rigassificatore a Brindisi, del prossimo 29 aprile, a sostegno di un nuovo modello di sviluppo e salvaguardia del territorio. Alla manifestazione è assicurata la presenza dei nostri rappresentanti. Siamo contrari perchè quella di Brindisi e del suo sviluppo industriale è una storia sbagliata e c'è bisogno di rimediare agli errori del passato, piuttosto che ripeterli. Secondo il D.P.R. del 23 marzo 1998 (G.U. 30/11/1998, n. 280) “Bonifica e ripristino ambientale”, Brindisi è inclusa nell’elenco - più volte aggiornato - che identifica in Italia una serie di aree ad elevato rischio di crisi ambientale, al fine di prevenire ulteriori degradi del territorio. Nell'area di Brindisi sono presenti nell’intera area circa 70 industrie insalubri di prima classe e 7 ad alto rischio di incidente rilevante. Si concentrano industrie chimiche, farmaceutiche e metalmeccaniche, varie aziende manifatturiere e due centrali Enel a carbone.

Secondo uno studio dell'Oms, rileva per il sesso
maschile nel Comune di Brindisi, eccessi statisticamente significativi rispetto ai valori regionali sia della mortalità generale (+8%) sia delle morti per tumore (+20%). Allarmanti i dati che riguardano le leucemie, che mostrano un significativo eccesso del 30,7%. L’invito, più che a costruire nuovi impianti a rischio, consisteva nel delocalizzare quelli attuali. Purtroppo questo non è accaduto ed ora a Brindisi si discute riguardo alla costruzione di un enorme rigassificatore nel porto esterno. Una struttura che prevede la movimentazione di circa 8 miliardi di metri cubi di metano e l'affluenza annuale di 110 navi gasiere dalla stazza che può sfiorare anche le 140 tonnellate. Un rigassificatore non produce emissioni inquinanti, tuttavia è ad alto rischio di incidente rilevante e dunque non può essere concepito in una zona che ha già insediamenti di questo tipo. Tanto più che l’impianto è stato progettato dalla British Gas senza alcuna valutazione di impatto ambientale.
Non mancano poi ulteriori questioni logistiche. Quando in un porto arriva una nave gasiera carica di metano,
non vi può essere altro movimento per questioni di sicurezza: si frenerebbe dunque lo sviluppo dell'area, tarpando le ali ai traffici commerciali e turistici. Inoltre, il terminale sarebbe a ridosso della città e nello spazio
operativo dell'aeroporto.Crediamo che logica economica che sottende la realizzazione del rigassificatore sia la stessa che in altri tempi ha sorretto il consenso alla costruzione dei megainsediamenti industriali ed
energetici. Con il ricatto occupazionale si cerca di corrompere i sindacati e la popolazione, svendendo così il territorio alle multinazionali. Addirittura si minacciano crisi diplomatiche, dando inoltre per buoni gli accordi
presi da amministratori ormai decaduti o – peggio - indagati per corruzione e truffa.
Il nostro territorio, ha una notevole ricchezza, rappresentata dalla contemporanea presenza di tutte le infrastrutture primarie (strade, navi, aerei, treni). È possibile pensare ad un altro tipo di sviluppo, ad un nuovo
modello di crescita che parta dalla valorizzazione delle risorse locali e dagli investimenti non assistiti ma autopropulsivi, attraverso una promozione della cultura di impresa che non rincorra effimeri appalti e
subappalti, spesso paravento di ricatti economici ed occupazionali.
Comunicato Stampa Democratici per la costituzione

20 aprile 2006

Incontro pubblico su: Bollenti Spiriti


La mancanza di leggi nazionali, la carenza di strategie a lungo termine e di una più ampia progettualità spiegano il baratro tra istituzioni e mondo giovanile.
Bollenti Spiriti nasce proprio per colmare questo scarto: è l'avvio di un dialogo costante, di uno scambio reciproco, di un confronto alla pari per fornire opportunità concrete, pensate su misura delle reali problematiche giovanili.
Bollenti Spiriti è un articolato insieme di azioni, alcune immediate altre che entreranno a far parte dei programmi di lungo respiro della Regione. Per questo bollenti spiriti è un work in progress, cui tutti possono concorrere attivamente attraverso il blog oppure scrivendoci oppure inviando idee e proposte o proponendo discussioni e confronti.
Un obiettivo impegnativo che presuppone uno sforzo comune, un vero Patto Etico tra le nuove generazioni e le istituzioni per rendere possibili i sogni di entrambi: la realizzazione personale, la crescita dell'intera comunità.

13 aprile 2006

L'Independent: «La fine del padrino»


«Fine della corsa per il padrino»: con un titolo che gioca con l'arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell'era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del "capo dei capi". «Il fatto che un'era sia finita - scrive il quotidiano britannico - è stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi è apparsa certa, che il mafioso più ricercato della Sicilia...era stato arrestato». Si è trattato della «più strana delle coincidenze», secondo «The Independent».

06 aprile 2006

"Basta, deve andare a casa"


“Berlusconi ha speso molto del suo tempo non solo a cambiare le leggi a proprio beneficio e dei suoi amici, ma anche ad infangare la reputazione dei pubblici ministeri e dei giudici italiani, minando la credibilità dell’intero sistema giudiziario nazionale. Non sorprende che evasione fiscale, costruzioni abusive e corruzione sembrano essere tutte cresciute negli ultimi cinque anni...
Direttamente o indirettamente, Mr Berlusconi oggi esercita la sua influenza sul 90% delle televisioni, una situazione che nessuna democrazia seria dovrebbe tollerare...
Il governo Berlusconi ha inoltre gestito in modo inadeguato il miglioramento delle finanze pubbliche operato dai suoi predecessori: il deficit di bilancio e il debito pubblico, il terzo nel mondo, stanno aumentando ancora una volta...
Berlusconi ha fatto troppo poco per la liberalizzazione del mercato, poche privatizzazioni e mancanza della promozione della competizione in una delle economie europee con il maggior numero di regole...
Tristemente, molti italiani non capiscono ancora quanto malata sia diventata la loro economia...”

Basta "Licenziamo Berlusconi"